Droga e clan: perizia psichiatrica
per Persico, il boss del centro storico

Venerdì 23 Ottobre 2020 di Viviana De Vita

Una perizia psichiatrica per Ciro Persico, il boss del centro storico ritenuto dagli inquirenti a capo di un grosso giro di spaccio che, dalla Salerno antica, si spingeva fino a Matierno passando per il Villaggio dei Puffi di Mariconda. La richiesta di abbreviato condizionato allo speciale esame è stata avanzata ieri dal legale del 71enne salernitano, l’avvocato Antonio Boffa, e accolta dal gup Francesco Guerra davanti al quale si è aperta l’udienza preliminare a carico dei 39 imputati accusati di far parte del gruppo decapitato lo scorso 9 giugno con un blitz antidroga denominato “prestigio” da un regalo di altrettanto prestigio fatto da Matteo Calonico a Ciro Persico. Sarà quindi un perito a stabilire se Persico, padre di Vincenzo soprannominato Enzo “cola cola” e ucciso nel 2014 a Montecorvino Rovella nell’ambito di contrasti legati proprio allo spaccio di stupefacenti, è in grado di stare in giudizio e se, al momento dei fatti contestatigli dalla Procura, era in grado di intendere e di volere. Nel corso dell’udienza di ieri sono poi stati incardinati i patteggiamenti che hanno già ottenuto il consenso del pubblico ministero. Quattro anni e due mesi di reclusione è la pena per Alfonso Fruncillo e Mauro Natella assistiti entrambi dall’avvocato Stefania Pierro e finiti nell’inchiesta in qualità di capo promotori. Per loro è stata accolta dal pm la tesi difensiva che ha portato alla derubricazione dell’accusa definendo le loro condotte “di lieve entità”. Consenso al patteggiamento anche per Michele Sica (tre anni e sei mesi) e Antonio Vassallo, assistiti dall’avvocato Antonietta Cennamo; per Salvatore Ragosta e Salvatore Amato (due anni e quattro mesi) difesi dall’avvocato Bianca De Concilio e per Bruno Vicinanza (due anni e quattro mesi). Si torna in aula a fine novembre quando arriverà la sentenza del gup per tutti gli altri imputati che hanno chiesto di essere giudicati attraverso il rito abbreviato. Quarantacinque i capi di imputazione contestati a vario titolo agli imputati accusati di aver costituito un gruppo criminale facente capo a Ciro Persico che, legato al vecchio clan D’Agostino, aveva preso in mano le redini dello spaccio in città, spingendosi fino ai picentini. Era lo scorso 9 giugno quando i carabinieri, al termine di una serrata attività investigativa apertasi nel 2017, hanno sgominato il gruppo attraverso l’emissione di 38 misure cautelari. In tre lunghi anni di indagine, gli inquirenti sono riusciti a ricostruire l’organigramma di un nuovo sodalizio che, deciso a monopolizzare le piazze di spaccio da Salerno fino ai picentini, distribuiva cocaina, marijuana e hashish.

 

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