Emergenza Covid, no della Cassazione
alla scarcerazione del boss Mariniello

Sabato 17 Ottobre 2020 di Nicola Sorrentino

No alla scarcerazione, su decisione della Cassazione che ha confermato il precedente rigetto del Tribunale del Riesame, per l'ex cutoliano Macario Mariniello. La misura era stata decisa dalla Corte d'Assise, dopo la condanna per l’omicidio dell’avvocato Giorgio Barbarulo. L'imputato aveva chiesto la sostituzione della misura del carcere - ora si trova recluso nella casa circondariale di Nuoro - sostituendola con quella dei domiciliari presso l'abitazione della moglie. La difesa aveva sollevato, a supporto, l’insussistenza del pericolo di fuga, la natura non camorristica dell’omicidio e la risalenza negli anni delle evasioni registrate, in aggiunta all’emergenza Coronavirus, ultima nota riportata nei motivi di ricorso. I giudici della Corte Suprema hanno dichiarato inammissibile il ricorso, per infondatezza, con questioni non consentite sollevate, dopo precedenti valutazioni operate dal tribunale del Riesame con motivazioni definite «esenti da vizio logico». Anche le questioni di salute presentate dalla difesa, «sono doglianze che neppure prospettano una incompatibilità delle stesse con il regime detentivo, e si risolvono in censure del tutto generiche», con la conclusione per l’inammissibilità del ricorso.

LEGGI ANCHE Covid, donna positiva denunciata sul treno 

La conferma con relative motivazioni per Macario Mariniello giunge dopo una doppia questione processuale, con una recente trasmissione degli atti alla stessa Cassazione per legittimo sospetto. La richiesta di rimessione presentata da Mariniello, difeso di fiducia dall’avvocato Gregorio Sorrento, riguarda il nome di un'aula intitolata proprio alla vittima, al tribunale di Salerno. L'imputato era stato arrestato subito dopo la pronuncia dei giudici di primo grado, con sentenza di ergastolo. Per la questione aula e processo, la difesa aveva sollevato una questione di condizionamento ambientale, chiedendo la celebrazione del processo in un altro tribunale. Sulla questione decideranno i giudici romani. Stessa richiesta è stata fatta per un processo per usura, a Nocera Inferiore, dove il 60enne è imputato. E dove anche li vi è un'aula intitolata al penalista. Ora il giudizio in Appello. Era il luglio del 1980 quando fu consumato il delitto, con la vittima uccisa all'interno del suo studio. Mariniello all'epoca era affiliato alla Nco di Cutolo, inquadrato come "capozona" a Nocera Inferiore. 

Ultimo aggiornamento: 10:53 © RIPRODUZIONE RISERVATA