Falsi certificati ai pazienti per poi curarli
a casa sua: psichiatra finisce nei guai

Domenica 16 Febbraio 2020 di Nicola Sorrentino
Cartelle cliniche e relazioni con contenuti falsi, per spingere i genitori a far visitare i propri figli in casa sua. Dietro pagamento. Sono i contorni di un’indagine della Procura di Nocera Inferiore, che ha chiesto il rinvio a giudizio per un medico operativo presso la Neuropsichiatria Infantile della sede Asl di Cava de’ Tirreni. L’indagine, condotta attraverso riscontri documentali e acquisizioni, ha condotto all’iscrizione nel registro degli indagati di una psicopedagogista, accusata ora di falso in atto pubblico commesso da pubblico ufficiale e di truffa. Il tutto, aggravato dal fatto di aver agito con abuso di poteri e di violazione dei doveri legati alla sua funzione che svolge un pubblico servizio. Nello specifico delle accuse, mosse dopo un lavoro della polizia giudiziaria, il professionista - in qualità di incaricato di pubblico servizio - avrebbe compilato cartelle cliniche e relazioni di dimissioni appartenenti ad alcuni pazienti di età minore, inserendo al loro interno contenuti non congrui al disturbo degli stessi. Non solo, in quella documentazione sarebbero state individuate anche le firme false di altri colleghi, tre medici che avrebbero disconosciuto di aver mai visionato e apposto la loro firma su quei documenti. Nel dettaglio, i documenti che avrebbero contenuto informazioni false corrispondono a otto diari o cartelle cliniche e a cinque relazioni di dimissioni, di pazienti tutti minorenni. Almeno otto quelli individuati, in questo caso. La prima accusa - sempre secondo le indagini - è collegata però alla seconda, quella di truffa. Con «artifici e raggiri», il medico avrebbe infatti prospettato ai genitori dei pazienti una serie di disturbi, proponendo delle terapie da svolgere presso l’abitazione della donna, a Pagani. Ultimo aggiornamento: 08:18 © RIPRODUZIONE RISERVATA