Nunzia uccisa, perizia psichiatrica
per il marito killer: battaglia in aula

Martedì 14 Gennaio 2020 di Petronilla Carillo

Sì alla perizia psichiatrica per Salvatore Siani da ieri a processo in Corte d’Assise d’Appello per l’omicidio della moglie Nunzia Maiorano, uccisa il 23 gennaio del 2018 a Cava de' Tirreni con ben 46 coltellate, infertegli davanti al più piccino dei loro figli, un bimbo di soli cinque anni. Il presidente Massimo Palumbo ha accolgo la richiesta dei suoi legali, gli avvocati Agostino De Caro e Pierluigi Spadafora, di sottoporlo a perizia tecnica assecondando (però) anche l’istanza del pg Elia Taddeo il quale, oltre ad essersi opposto fermamente a qualsiasi consulto medico, essendo ben chiara (a suo avviso) l’aggravante dei futili motivi, ha chiesto (ed ottenuto) la sospensione dei termini di custodia cautelare. 

A presentare appello alla sentenza di primo grado, in abbreviato, a seguito della quale Siani è stato condannato a 30 anni, è stata proprio la sua difesa ritenendo che quel giorno il barbiere killer era incapace di intendere e volere. Secondo uno dei suoi legali, l’avvocato Spadafora, a dimostrarlo sarebbe stato il suo tentativo di suicidio giustificato dal desiderio «di morire insieme, mano nella mano». Una affermazione che ha fatto sussultare i fratelli e la sorella di Nunzia, tra il pubblico. Nessuno di loro lo ha perdonato e nessuno mai lo perdonerà anche perchè - come sottolineato anche dal pg - tutti loro avevano tentato una mediazione per stemperare le tensioni che si erano create negli ultimi tre giorni di vita di Nunzia nel rapporto della coppia. L’udienza si è così aggiornata al prossimo 27 gennaio quando verrà affidato l’incarico peritale di medici Marasco e Zenobi. 

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