Finanziere aggredito a pugni, ma una perizia racconta un'altra verità

di Nicola Sorrentino

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SARNO. Non furono "lesioni gravi" ma lievi, inferiori a 40 giorni. Potrebbe cambiare l'accusa ora per Carmine Ingenito, 40enne di Sarno, sotto processo per aver aggredito l'ex marito della sua compagna nel mese di gennaio del 2018. Secondo la consulenza disposta dal tribunale di Nocera Inferiore, ora depositata, le lesioni provocate alla vittima non supererebbero i quaranta giorni, dunque da gravi passano a lievi, con il collegio che ha deciso di revocare gli arresti domiciliari all'imputato. Una differenza giuridica importante, che qualora i giudici prendessero in considerazione, ridimensionerebbe di molto i fatti contestati dalla procura di Nocera Inferiore. La prossima udienza vedrà la testimonianza proprio dell'imputato, difeso dall'avvocato Domenico Crescenzo, che quasi certamente racconterà le modalità della colluttazione scoppiata tra lui e la vittima. Il punto centrale dell'intero processo.

Il militare, quel giorno, stava riaccompagnando la figlia a casa, quando notò un’auto con dentro il 40enne. Non aveva mai digerito, pare, la relazione tra lui e la sua ex moglie, in virtù anche di alcuni precedenti penali che riguardavano l'attuale imputato. Quest’ultimo, invece, dopo un battibecco con il finanziere, che fu anche accusato di essere il mandante di un controllo dei carabinieri e di non rispettare i suoi obblighi da ex marito, avrebbe finito per aggredirlo. Il militare fu colpito con un pugno alla tempia, finendo a terra, per poi essere riempito nuovamente di pugni alla testa. Questo denunciò la vittima. I due sono protagonisti, loro malgrado, anche di un’altra indagine, per fatti maggiormente gravi accaduti nei mesi successivi a quell’aggressione. L’auto di A.R. , 44enne in forza alla compagnia di Scafati, fu colpita una sera da una raffica di proiettili esplosi in via Ponte Alario, a Sarno. L’uomo fu colpito tre volte, per sua fortuna non in modo grave. I sospetti finirono su Carmine Ingenito, la stessa persona che tempo prima lo aveva preso a pugni. Il 40enne fu sottoposto a fermo con l’accusa di tentato omicidio, ma quando gli atti finirono dinanzi al gip per la convalida, fu liberato. Secondo il giudice non vi era un solo elemento sufficiente a ritenerlo l’autore di quella sparatoria.
Domenica 24 Febbraio 2019, 14:07
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