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Fonderie Pisano a Buccino,
primo stop in Regione: «Istanza sbagliata»

Domenica 24 Luglio 2022 di Margherita Siani
Fonderie Pisano a Buccino, primo stop in Regione: «Istanza sbagliata»

Nessun «procedimento è in corso» per una fonderia di ghisa di seconda fusione da realizzare a Buccino. Almeno non per ora. La richiesta di «verifica di assoggettabilità a Via» che le Fonderie Pisano avevano presentato il 5 luglio in Regione Campania, con la quale si immaginava di dare avvio al programma di delocalizzazione da Salerno a Buccino, è stata archiviata. «Inadeguatezza rispetto alle disposizioni normative vigenti», con questa motivazione l’ufficio regionale deputato al rilascio delle Valutazioni di impatto ambientale ha concluso la fase di preistruttoria di questa verifica. Errori formali, non rispetto delle norme sulla materia, il procedimento non può partire. Lo comunica direttamente il neo sindaco di Buccino, Pasquale Freda, durante il consiglio comunale che si è tenuto venerdì sera e che vedeva tra i punti all’ordine del giorno la questione Fonderie Pisano, alla luce della presentazione di richiesta di assoggettabilità a Via. Freda comunica di aver interloquito nei giorni scorsi con gli uffici regionali, sia più volte verbalmente, sia con due specifiche note di richiesta di informazione sulla istanza del 5 luglio.

Il sindaco comunica che proprio in mattinata è arrivata la nota regionale, a firma dell’avvocato Simona Brancaccio, la quale, riscontrando le lettere del Comune del 15 luglio e quella successiva di sollecito, rende note le determinazioni della Regione. «Agli atti risulta una istanza acquisita al protocollo del 5 luglio di verifica di assoggettabilità a Via per il progetto di fonderia di ghisa di seconda fusione presentata fa Fonderie Spa – dice Freda, leggendo la nota regionale – Tale istanza è stata già definitivamente archiviata dallo scrivente ufficio per motivazioni connesse alla inadeguatezza del rispetto delle disposizioni normative vigenti. Pertanto, allo stato attuale, non risulta agli atti alcun procedimento in corso». Nulla da fare, dunque, il procedimento di delocalizzazione non può iniziare. Tuttavia, come sottolinea anche il primo cittadino, «la Regione non ha ritenuto idoneo il progetto alle normative vigenti, ma ciò non toglie che possano anche ripresentarlo». Insomma, una bocciatura, «frutto delle interlocuzioni di questi giorni», dice il sindaco, che non esclude nulla per il futuro.  

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L’ultima contingenza induce il consiglio comunale appena eletto a votare all’unanimità la contrarietà al progetto di delocalizzazione delle Fonderie. Un voto nominale, dove ognuno si è espresso singolarmente, a conclusione di una discussione tra maggioranza e minoranza, divisa tra Franco Fernicola e Daniele Gallucci da una parte e dall’ex vice sindaca Maria Trimarco, che ribadisce la trattazione della questione in un consiglio monotematico, aperto al territorio, come da sua richiesta. Non si esclude che tale consiglio monotematico, aperto ai sindaci e agli enti sovracomunali, che, pur essendosi in passato già espressi formalmente e durante tanti incontri che si sono tenuti, possano nuovamente ribadire la linea, anche alla luce di una situazione che sembra farsi sempre più stretta e cogente. Sulla questione, che vede anche in campo anche diverse associazioni, sia di imprese che di cittadini, pende sempre il ricorso al Consiglio di Stato. Lo stesso dovrà pronunciarsi sulla variante al Puc di Buccino che fu votata all’unanimità e attraverso la quale si decise di trasformare l’area industriale in agro alimentare, condizione che metterebbe le Pisano alla porta se Buccino e i tanti che lo stanno sostenendo «ad adiuvandum» dovessero vincere il ricorso. Intanto, però, Buccino e altri sono stati soccombenti al Tar sulla variante, bocciata ad aprile 2020. E insieme alle Pisano, altre spade pendono sul capo, come la Buoneco, oltre 110mila tonnellate di rifiuti da trattare nell’area volceiana. 

Ultimo aggiornamento: 11:15 © RIPRODUZIONE RISERVATA