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Fonderie Pisano, il comitato all'Asl:
«Ora un piano di disintossicazione»

Lunedì 2 Maggio 2022 di Giovanna Di Giorgio
Fonderie Pisano, il comitato all'Asl: «Ora un piano di disintossicazione»

Tre lettere: al sindaco di Salerno, l'ennesima, per lamentarsi sul tavolo tecnico comunale sulla questione Fonderie Pisano; ai consiglieri comunali d'opposizione di destra, perché prendano una posizione chiara sul tema; al direttore generale dell'Asl Salerno, per chiedere un incontro urgente. L'associazione Salute e vita, oltre alle accuse su eventuali omissioni che sarebbero state registrate negli anni e sul «ruolo opaco e ambiguo» di alcuni dirigenti, dall'Azienda sanitaria locale vuole sapere se, sulla base delle risultanze dello studio Spes, abbia in programma «un piano di disintossicazione» per i cittadini della Valle dell'Irno. Sabato mattina, Lorenzo Forte e i membri del comitato si sono riuniti sotto i portici di palazzo di città. Le tre lettere partono da lì. E se al sindaco Enzo Napoli l'associazione chiede, tra l'altro, di essere invitato al tavolo tecnico di approfondimento e di aprire lo stesso anche ai sindaci dei Comuni di Baronissi e Pellezzano, a Michele Sarno, Mimmo Ventura, Dante Santoro, Roberto Celano e Antonio Cammarota chiede altro. Forte vorrebbe «una decisa presa di posizione, anche a nome dei loro elettori, perché la tutela della salute non ha colore politico».

Ma la novità è nella lettera inviata, insieme all'associazione Medicina Democratica, al direttore generale dell'Asl di Salerno, Mario Iervolino. L'intento è ottenere un «incontro urgente per discutere in merito all'inquinamento della Valle dell'Irno prodotto dall'attività siderurgica delle Fonderie Pisano e relative vicende che coinvolgono l'Asl di Salerno». In particolare, Forte si scaglia contro alcuni dirigenti che, a duo dire, avrebbero provocato «nella pubblica opinione dubbi sull'imparzialità e la reale volontà di tutela della vita umana da parte dell'istituzione Asl di Salerno». Lorenzo Forte e Paolo Fierro ce l'hanno con l'attuale direttore del servizio di Igiene e Sanità pubblica, Arcangelo Saggese Tozzi. Reo, all'inizio dei lavori di del tavolo tecnico sulle Fonderie Pisano, di «aver tirato le sue conclusioni secondo le quali non sarebbe possibile ricondurre a una causa specifica, cioè all'impianto siderurgico, i danni alla salute denunciati dai cittadini del territorio». Per i due scriventi, Saggese Tozzi «avrebbe potuto avere un atteggiamento di maggiore sobrietà relativamente a una vicenda attualmente al vaglio della magistratura proprio nella valutazione del nesso di causalità».

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Al netto delle polemiche, «i cittadini auspicano una presenza attiva dell'Asl sul territorio in funzione di tutela della salute piuttosto che come improprio collegio di difesa degli interessi imprenditoriali», scrivono. E, soprattutto, chiedono un incontro per capire se l'Asl, «sulla base delle gravi sostanze classificate tossiche dalla scienza, quali per esempio il mercurio, il re dei metalli tossici, ha in programma di predisporre un piano di disintossicazione per i 30.000 residenti, rappresentati dai 400 soggetti arruolati scientificamente dallo Studio Spes». 

Ultimo aggiornamento: 3 Maggio, 07:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA