Salerno: fototrappole, individuati abbandoni illeciti di rifiuti e imprenditori evasori Tari

I vigili urbani di Salerno a lavoro da febbraio a maggio: verificate 35 attività, 15 erano sconosciuti al settore Tributi

La conferenza stampa sui risultati dei controlli
La conferenza stampa sui risultati dei controlli
di Nico Casale
Mercoledì 22 Maggio 2024, 06:15 - Ultimo agg. 09:10
3 Minuti di Lettura

Le fototrappole installate in diverse zone di Salerno per contrastare l’abbandono di rifiuti hanno consentito di sanzionare o denunciare alcune persone, qualcuna giunta anche da fuori città, per irregolare conferimento di rifiuti. Ma, hanno permesso anche di scoprire diverse attività che non avevano mai presentato la denuncia Tari. Ieri, a Palazzo di Città, alla presenza del comandante della Polizia municipale Rosario Battipaglia, sono stati presentati gli esiti delle attività svolte con l’ausilio delle fototrappole, da febbraio a maggio di quest’anno, dal Nucleo ambiente e decoro urbano della Polizia municipale, coordinato dal capitano Mario Elia. Sono undici le sanzioni amministrative elevate a utenti domestici e ad alcune società. Mentre, sei sono le persone deferite all’Autorità giudiziaria perché sorprese ad abbandonare sul suolo pubblico rifiuti di vario genere e in diverse quantità. «La cosa incresciosa – rileva il capitano Elia - è che, purtroppo, alcuni di questi soggetti sono imprenditori della zona che scaricavano. E la cosa paradossale è che alcuni di questi non erano assoggettati alla contribuzione Tari». L’attività degli agenti è, infatti, proseguita con il controllo di 35 attività, di cui 15 risultate del tutto sconosciute all’ufficio tributi del Comune, in quanto non avevano mai presentato la denuncia Tari. Quest’operazione, così, ha consentito di recuperare centinaia di migliaia di euro.

Grazie al lavoro del Nucleo antievasione tributaria, «abbiamo scoperto una sacca di evasione notevole di soggetti, di imprenditori sconosciuti al nostro settore tributi – aggiunge Elia - e abbiamo recuperato, fino ad oggi, 6mila metri quadrati di attività che non erano assoggettati a contribuzione». Il sindaco Vincenzo Napoli sottolinea che «sono state elevate contravvenzioni e sanzioni dedicate ai contravventori e, in più, si è verificato un altro aspetto, cioè che molte volte erano piccole ditte di costruzioni che sversavano materiali di risulta in un modo assolutamente censurabile». «Risalendo, poi, alle vicende di queste piccole imprese – constata il primo cittadino - si è verificato che erano evasori della Tari, sconosciuti ai nostri uffici tributi».

L’assessore all’Ambiente, Massimiliano Natella, evidenzia che «è stata fatta un’ottima azione di deterrenza». «Dopo quattro mesi – chiarisce - abbiamo fatto ruotare i punti dove effettuare il monitoraggio per continuare quest’opera di sensibilizzazione dei nostri concittadini innanzitutto perché, oltre alle sanzioni e al recupero dell’evasione perché ci sono anche aziende che non versavano la Tari, vogliamo dare un messaggio ai cittadini». L’esponente della Giunta comunale osserva che «non c’è un vero e proprio identikit del trasgressore-tipo» e, infatti, «parliamo di tutte le fasce sociali della nostra città». Il progetto sperimentale, dunque, va avanti e, «per il futuro, questo servizio, che vogliamo rendere strutturale, servirà sempre più da deterrente e per fare in modo che in tutta la città ci possa essere un clima di rispetto delle regole a beneficio di quanti rispettano le regole e vogliono che anche tutti gli altri lo facciano», conclude Natella. Nel frattempo, Salerno Pulita è al lavoro per implementare ulteriormente la differenziata.

«Abbiamo strutturato – spiega l'amministratore Vincenzo Bennet - un progetto sugli errori comuni per il quale abbiamo chiesto, ancora una volta, la collaborazione e il cofinanziamento ai consorzi di filiera. Altro cofinanziamento l’abbiamo richiesto per iniziative sul tema del multimateriale». Per il manager, la «vera sfida» è «fare un revamping dei cestini, che siano geolocalizzati e con fessure più piccole per evitare che vengano utilizzati da quegli utenti che ancora non sono abituati a fare la raccolta differenziata».

© RIPRODUZIONE RISERVATA