Fucile clandestino in casa, arriva la condanna definitiva per l'imam «anti Isis»

di Nicola Sorrentino

SARNO. Arriva la condanna definitiva per Larbi Dernati, l'imam di Sarno giudicato definitivamente a 2 anni e 2 mesi di reclusione. La Cassazione ha chiuso del tutto l'iter giudiziario, confermanto quanto già deciso in Corte d'Appello. Dernati balzò agli onori della cronaca durante una manifestazione del 2015, a Sarno, dopo gli attentati terroristici di Parigi. Un evento per integrare cattolici e musulmani, prendendo le distanze da chi utilizzava la religione come pretesto per uccidere. La sentenza che lo riguarda abbraccia fatti del giugno 2016, quando i carabinieri accorsero presso il domicilio dell'imam, di origine magrebina, per una lite che si stava consumando tra le mura familiari. Ad Episcopio, gli inquirenti rinvennero un fucile da caccia semiautomatico con matricola abrasa sotto il letto.

Poco prima, l'uomo aveva minacciato il padre, la moglie e il fratello che abitavano con lui. Dernati era fuggito ma fu rintracciato poco dopo. Alla base di quelle liti pare vi fosse la gestione dell'affitto di una casa notevolmente affollata da diversi parenti. L'uomo fu denunciato anche per lesioni personali, poi l'accusa cadde perchè la famiglia ritirò la querela. Ma quella per la detenzione di arma clandestina andò avanti, ora chiusa in Cassazione. La difesa, rappresentata dall'avvocato Vincenzo Sirica, aveva chiesto di annullare la condanna perchè sull'arma non era stata disposta alcuna perizia che ne accertasse il funzionamento. Ma per la Suprema Corte, "è sufficiente che l'arma non rechi il numero progressivo di matricola", perchè in un contesto di minacce "basta che il male prospettato possa incutere timore nel soggetto passivo". La moglie dell'imam, chiamata a testimoniare, aveva riferito che quel fucile servisse per difendere le pecore dagli attacchi dei cinghiali.
Sabato 13 Ottobre 2018, 16:56 - Ultimo aggiornamento: 13-10-2018 17:33
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