Furti in ospedale a Scafati e Sarno,
condanna definitiva per l'infermiere

di Nicola Sorrentino

Furto di farmaci tra gli ospedali di Sarno e Scafati, la Cassazione rende definitiva la condanna per un infermiere di San Valentino Torio, dopo il rigetto del ricorso presentato alla Suprema Corte dalla difesa. Il 63enne era stato condannato con rito abbreviato a 3 anni di reclusione, dinanzi al gup del tribunale di Nocera Inferiore, oltre al pagamento di 3mila euro di multa, con le accuse di peculato, falso in atto pubblico, furto aggravato e detenzione illecita di arma da fuoco. Aveva scelto il rito abbreviato, a differenza di altre nove persone, finite a giudizio. Per loro il processo comincerà il prossimo 6 maggio, dinanzi al giudice monocratico. Altri sette imputati erano invece usciti dall'inchiesta, con sentenza di non luogo a procedere.

L'inchiesta fu condotta dai carabinieri della stazione di San Valentino Torio, con l'iscrizione tra gli indagati di medici e infermieri, oltre che di privati cittadini. Con i primi in servizio agli ospedali di Sarno e Scafati. Figura centrale dell'indagine fu ritenuta proprio quella dell'infermiere, con i carabinieri a ricostruire una rete di rapporti messa in piedi per assicurare favori ad amici e conoscenti. Non solo: la Procura accertò anche episodi di furti di farmaci nei due ospedali (anche all'Umberto I di Nocera Inferiore), che sarebbero stati sottratti da laboratori e armadietti per poi essere custoditi a scopo privato. Le accuse andavano dal peculato alla ricettazione, fino al furto e alla detenzione di armi in un solo caso. Gli episodi raccolti nelle varie informative furono molteplici: i farmaci venivano sottratti o per uso personale o dati ad amici e familiari, che spesso saltavano i turni in pronto soccorso e non pagavano il ticket sanitario, utile alla prestazione. 
Lunedì 22 Aprile 2019, 11:40
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