Gestione dei locali di Piazza Libertà
i bandi nel mirino: due gare nel mirino

Giovedì 28 Ottobre 2021 di Petronilla Carillo
Gestione dei locali di Piazza Libertà i bandi nel mirino: due gare nel mirino

Anche le gare per la gestione dei locali commerciali di piazza della Libertà sarebbero sotto le luci dei riflettori degli organi inquirenti. Si tratta di due bandi, uno già assegnato per sette locali (la gara avvenne nel 2012) e l'altra avviata a luglio di quest'anno per altri cinque locali. Gare alle quali avrebbero partecipato alcuni rappresentanti di cooperative sociali per l'avvio di attività. Del resto, tra le mansioni svolte dalle cooperative non c'è solo la manutenzione del verde pubblico ma anche del patrimonio cittadino, che comprende lo svolgimento di diverse attività. Per il momento, comunque, si tratta soltanto di normali controlli sulle procedure. Se si va sul sito del Comune di Salerno, comunque, alla voce gare si può accedere soltanto a quelle bandite dal 2013 al 2020. Esclusi, dunque, gli anni 2012 e 2021. Poco importa, comunque, perché le gare sono state ampiamente pubblicizzate prima delle elezioni dagli stessi amministratori come occasione di rilancio dell'attività commerciale nel capoluogo e, soprattutto, del fronte mare. I sette locali, che sono stati confermati mentre per i cinque messi a bando a luglio dopo alcune rinunce avvenute dopo la gara del 2012, dovranno ospitare tutti attività di intrattenimento: semplici bar, wine bar e un ristorante-pizzeria con un noto marchio in franchising. Insomma, un nuovo luogo di attrattiva per la movida cittadina.

Sono intanto almeno una decina le pagine omissate dagli interrogatori di Vittorio Zoccola e sulle quali starebbe ora lavorando la procura di Salerno. Non ci sarebbero, al momento, altre iscrizioni sui registri degli indagati ma le indagini proseguono a 360 gradi non soltanto per verificare quanto raccontato da Vittorio Zoccola, ma soprattutto per approfondire altri episodi che sarebbero stati registrati nel corso delle indagini svolte dalla Squadra mobile e sui quali ci sarebbero ulteriori attività in corso. All'attenzione degli investigatori anche le posizioni di altri componenti delle cooperative e di alcuni dirigenti comunali. Tante le intercettazioni raccolte dagli investigatori che offrirebbero ulteriori spunti investigativi e tanti anche i nomi fatti nelle settimane scorse dall'imprenditore arrestato. Ma soprattutto c'è da lavorare su tutto ciò che è accaduto all'indomani delle elezioni regionali tra promesse mantenute e cambi di casacca.

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A giugno 2020 diversi presidenti di coop hanno ricevuto l'avviso di garanzia per l'inchiesta che ha poi travolto nella bufera il Comune di Salerno, con l'arresto dell'assessore Savastano, del dirigente Caselli e l'iscrizione nel registro degli indagati anche del sindaco, riconfermato, Vincenzo Napoli. La procura ha appurato, e questo risulta nell'ordinanza a firma del gip Romaniello, che nonostante sapessero di essere indagati i rappresentanti delle coop, con la collaborazione del dirigente del settore Ambiente ora ai domiciliari, avrebbero proseguito con la turbativa della gara con «collusioni e mezzi fraudolenti», scrive il giudice per le indagini preliminari. Fu in quella circostanza (e di questo ha parlato anche Zoccola nel suo interrogatorio) che fu chiesto alle cooperative di cambiare i presidenti e far ruotare gli amministratori così da «ripulire» l'assetto societario delle cooperative e poter partecipare alle diverse gare con assegnazione biennale. Come nel caso della gara da tre milioni 184mila euro, suddivisa in otto lotti. In quella circostanza le indagini della Squadra mobile hanno dimostrato che i diversi responsabili delle cooperative abbiano «concordato le offerte di gara - si legge nell'ordinanza - in modo tale che fosse garantita alle cooperative che rappresentavano l'assegnazione degli stessi lotti che avevano già in gestione, costituendo un unico centro decisionale di offerte la cui esistenza era nota alla stazione appaltante» ovvero al Comune. E con la complicitò del dirigente Caselli.
 

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