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Gita da incubo, 32 studenti di Scafati
intossicati di ritorno dal Veneto

Lunedì 11 Aprile 2022 di Nicola Sorrentino
Gita da incubo, 32 studenti di Scafati intossicati di ritorno dal Veneto

Una notte di lavoro estremo, caratterizzato da difficoltà oggettive e grossi sforzi, quella vissuta da medici e infermieri del pronto soccorso dell’Umberto I di Nocera Inferiore, a causa di un’intossicazione alimentare che ha colpito 32 studenti. Dal pomeriggio di sabato, partendo dalle ore 15 circa e fino alle 4 di notte, il presidio si è dovuto occupare di trentadue casi di intossicazione alimentare che presentavano ragazzi provenienti da Scafati, Boscotrecase e altri paesi del vesuviano. Il gruppo, numeroso e accompagnato dalle rispettive famiglie, era stato in gita in Veneto. Sono tutti iscritti ad un istituto tecnico di Scafati. La loro gita si è trasformata in un incubo, quando lungo la strada di casa hanno cominciato a manifestare diversi sintomi, quali vomito e diarrea, oltre a bruciori di stomaco. La destinazione è così cambiata nel giro di pochi minuti: non più a casa, ma diretti in ospedale, a Nocera Inferiore. Qui, con il personale dimezzato per via del Covid, medici e infermieri hanno impiegato e trattato i casi dei 32 ragazzi, dopo averne verificato i sintomi. A detta delle famiglie, così come degli studenti - avevano tutti un’età compresa tra i 17 e i 18 anni - il loro malessere derivava da ciò che avevano mangiato quel giorno a pranzo. Qualcuno ha fatto vedere anche delle foto. Piatti di pasta, poi contorni, come patate, quindi della carne, che a detta di chi aveva guardato le foto non aveva un aspetto rassicurante. Anzi, qualcuno ha parlato di condizioni igienico sanitarie al limite, al punto da ritenere che la causa di tutti quei sintomi fosse certamente legata al cibo. 

I giovani sono stati presi in cura da medici e infermieri con non poche difficoltà. Non solo per il numero di pazienti e dunque di codici da trattare, che ha costretto molti degli studenti ad attendere il proprio turno, in sala d’attesa, sofferenti a causa dei dolori. Ma anche per il numero esiguo di personale. Solo dieci giorni fa, infatti, almeno sette infermieri del pronto soccorso dell’Umberto I erano risultati positivi al Covid-19. Una situazione eccezionale, quanto drammatica, che aveva spinto la direzione a trasferire altrove e per ragioni di cautela i pazienti dell’Obi, l’Unità di Osservazione Breve Intensiva. Una decisione legata all’impossibilità di garantire assistenza minima nell’immediato, per la sanificazione degli ambienti. Un imprevisto che aveva portato alla sospensione temporanea dei ricoveri. Una circostanza simile si era registrata anche qualche settimana prima. Per sopperire alle assenze, nei giorni scorsi, qualcuno era tornato anche dalle ferie per garantire servizio e aiuto, anche se il personale restava operativo pur sempre con qualche unità in meno. L’assistenza ai ragazzi è proseguita per tutto il giorno, dal primo pomeriggio fino alle prime ore dell’alba, tra sabato e domenica. I codici di accesso sono stati trattati insieme a quelli quotidiani, che puntualmente vengono registrati al pronto soccorso dell’ospedale nocerino. Un numero importante, visto il bacino d’utenza che gestisce da anni l’ospedale dell’Agro nocerino, punto di accoglienza per buona parte del comprensorio ma anche per diversi paesi vesuviani. Pur con le difficoltà di personale e visto il numero esponenziale di visite in ragione dell’incidente subito dai ragazzi in gita, il personale del pronto soccorso è riuscito a gestire al meglio la fase di assistenza. Gli studenti, dopo una serie di cure e analisi, hanno lasciato l’ospedale, in ragione del miglioramento graduale delle proprie condizioni. Non è escluso a questo punto, visto quanto accaduto sulla strada del ritorno, che l’istituto provveda a sporgere denuncia per quanto accaduto a ben trentadue studenti.

Ultimo aggiornamento: 15:03 © RIPRODUZIONE RISERVATA