Giunta comunale di Salerno, è rivoluzione:
dentro tre tecnici, fuori i Progressisti

Sabato 16 Ottobre 2021 di Giovanna Di Giorgio
Giunta comunale di Salerno, è rivoluzione: dentro tre tecnici, fuori i Progressisti

«Donne e uomini di alta competenza e professionalità provenienti tanto dall'attività politica e amministrativa quanto dal mondo delle professioni e accademico». Così il sindaco di Salerno, Enzo Napoli, presenta la sua nuova giunta. Un esecutivo che, oltre al primo cittadino, è composto da otto assessori, quattro uomini e quattro donne. E donna è anche il vicesindaco, Paky Memoli. Tre i tecnici chiamati a dare il proprio contributo, individuati per alcuni dei ruoli chiave, come il Bilancio e i Lavori pubblici, e per un assessorato assente nelle giunte precedenti, quello alla Trasparenza. Cinque, invece, gli assessori politici, scelti in base alle preferenze ricevute nelle rispettive liste di appartenenza. Resta fuori la lista con il maggior numero di eletti, la storica compagine di Vincenzo De Luca: Progressisti per Salerno

A prendere il posto dell'uscente Luigi Carmelo Della Greca, anch'egli subentrato come assessore tecnico dopo le dimissioni di Roberto De Luca, è Paola Adinolfi. Professore ordinario presso la facoltà di Scienze economistiche e statistiche presso l'Università di Salerno e direttore del Cipra (il Centro interdipartimentale per la ricerca di diritto, economia e management delle Pubbliche amministrazioni) presso la stessa università, è il nuovo assessore al Bilancio. Doppia delega per Michele Brigante, presidente dell'ordine degli ingegneri della provincia di Salerno: Urbanistica e Lavori pubblici. Al libero professionista, già docente presso la facoltà di Ingegneria, cattedra Scienze delle costruzioni, dell'Università Federico II di Napoli e autore di numerose pubblicazioni su riviste internazionali, va l'assessorato che nella scorsa consiliatura era stato di Mimmo De Maio. Non solo: all'ingegnere toccherà anche quella delega ai Lavori pubblici che De Luca, da sindaco, aveva sempre tenuto per sé. L'altro assessore tecnico è Claudio Tringali, presidente della Fondazione Umberto e Bianca Menna. Già magistrato e presidente della I sezione della Corte d'Appello di Salerno, nonché già presidente del Tribunale di Vallo della Lucania, ha ricevuto dal sindaco la delega alla Sicurezza e quella alla Trasparenza. Una delega, quest'ultima, assente nei precedenti esecutivi dell'era deluchiana. Una scelta evidentemente simbolica, quella di Napoli, ulteriore conseguenza delle inchieste che stanno facendo tremare palazzo di città. Cinque gli assessori che il sindaco ha scelto tra i politici. Tutti individuati in base alle preferenze incassate. A iniziare dal vicesindaco: Paky Memoli, eletta in Campania Libera, è stata la seconda per numero di voti ricevuti. Alla diabetologa, responsabile della Rete diabetologica aziendale dell'Asl di Salerno, va anche la delega alle Pari opportunità. Sempre da Campania Libera proviene Alessandro Ferrara, capostaff del presidente della Provincia di Salerno. A lui vanno due deleghe pesanti: Attività produttive e Turismo. Ai due assessori subentrano in consiglio Salvatore Telese (già consigliere con De Luca) e la new entry Arturo Iannelli. A Paola De Roberto, membro della Fondazione Comunità Salernitana onlus, prima eletta di Salerno per i Giovani, va la poltrona alle Politiche sociali che è stata di Nino Savastano, oggi agli arresti domiciliari. Per lei anche la delega alle Politiche giovanili. Al suo posto torna in consiglio Gianluca Memoli. Unica conferma rispetto alla vecchia giunta è la sindacalista Gaetana Falcone, della lista Popolari e moderati, che passa dalle Pari opportunità alla Pubblica istruzione, delega per anni in capo a Eva Avossa. In consiglio al suo posto entra Barbara Figliolia. Al Psi, con Massimiliano Natella, Napoli assegna un altro degli assessorati più delicati, quello alle Politiche ambientali (appartenuto all'uscente Angelo Caramanno). Con l'ingresso in giunta, Natella lascia spazio in consiglio a Tonia Willburger, assessore uscente alla Cultura. Delega, quest'ultima, che non compare. Come quelle allo Sport, alla Mobilità, al Commercio, all'Innovazione. 

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