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Il blitz dopo gli agguati, padre e figlio
trovati con bombe e pistole in casa

Sabato 28 Maggio 2022 di Nicola Sorrentino
Il blitz dopo gli agguati, padre e figlio trovati con bombe e pistole in casa

Cinque pistole con tanto di munizioni e quattro bombe carta sono state trovate e sequestrate, giorni fa, a Cava de’ Tirreni. In carcere sono finiti padre e figlio, Francesco e Aniello Apicella, rispettivamente di 49 e 21 anni. Il primo, con precedenti specifici, il secondo incensurato. Sono in corso verifiche sulle responsabilità e disponibilità delle armi da parte di entrambi. L’operazione è stata condotta dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore, guidati dal tenente colonnello Rosario Di Gangi. Il blitz rientra nelle verifiche disposte a seguito degli otto episodi di cronaca (esplosione di bombe carta e sparatorie) registrati da inizio anno a Nocera Inferiore. Al momento, l’operazione è slegata da quanto accaduto nei mesi scorsi, ma indagini mirate sono in pieno svolgimento sulle armi e gli ordigni ritrovati in un appartamento di via Mazzini a Cava. I militari, da tempo, avevano effettuato controlli e perquisizioni domiciliari, con il supporto delle squadre di intervento della Compagnia di Napoli, le unità cinofile e oltre dieci pattuglie del comando provinciale. Un risultato importante, quello ottenuto dal lavoro delle forze dell’ordine, che arriva a seguito di approfondite indagini sull’area nord della provincia di Salerno. Padre e figlio sono stati arrestati in flagranza di reato. Nell’immobile, non abitato e che probabilmente serviva da deposito, i carabinieri hanno trovato le pistole e le cinque bombe artigianali. Nei prossimi giorni i due, arrestati in flagranza di reato, compariranno dinanzi al gip per la convalida e l’interrogatorio, durante il quale potranno chiarire la loro posizione. Sono assistiti dal legale Teresa Sorrentino. 

Volto noto, agli inquirenti, quello di Francesco Apicella. Il 49enne è attualmente sotto processo, in sede d’appello, dopo essere stato condannato in primo grado perché ritenuto il mandante del pestaggio dell’ex presidente della Cavese, Antonio Della Monica, oltre che di altre due persone. Il tribunale lo giudicò colpevole con una pena di 5 anni e 4 mesi di carcere. Ad agire materialmente, nel 2019, furono due fratelli ed una terza persona. Sullo sfondo vi sarebbe stata l’intenzione di far desistere dall’acquisto di un immobile una quarta persona, socio di Della Monica, perchè a quello stabile era interessato anche Apicella. Le vittime furono picchiate e aggredite con bastoni in legno e in ferro, nei pressi dell’immobile dove giorni fa i carabinieri hanno trovato pistole e bombe. 

La Procura di Nocera lavora, intanto, per chiarire la provenienza delle armi nonchè il loro possibile utilizzo in azioni delinquenziali commesse sul territorio. Nella vicina Nocera Inferiore, da inizio gennaio, sono state fatte esplodere quattro bombe carta (presso un’abitazione, un ristorante, un negozio d’abbigliamento e l’ingresso di un parco), intervallate da quattro sparatorie (contro un bar, l’ingresso di uno studio associato di avvocati, un escavatore ed un’azienda in periferia). Alcuni di questi episodi sono già finiti all’antimafia. Da stabilire, ora, se l’operazione di Cava de’ Tirreni sia da collegare a qualcuno degli episodi registrati nella città di Nocera Inferiore. Intanto, una prima risposta degli inquirenti c’è stata, in termini di prevenzione e repressione. 

Ultimo aggiornamento: 13:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA