Cagnolina uccisa a calci, i giudici:
azione spietata di uomo malvagio

Giovedì 25 Aprile 2019 di Angela Trocini
Manifestazione animalista per Chicca

Fu un’azione «spietata» quella commessa da Antonio Fuoco che, due anni fa, uccise a calci la cagnolina Chicca. In questo modo il giudice Palo Valiante motiva la sentenza a carico del responsabile della barbara uccisione: «Chicca fu uccisa con crudeltà», continua la motivazione della sentenza depositata ieri, e le modalità con cui Antonio Fuoco si scagliò contro la cagnolina furono particolarmente «brutali in quanto Chicca fu più volte sbalzata in aria a causa dei calci». E l’azione dell’imputato fu «spietata al punto tale da non fermarsi neanche dinnanzi all’immagine del cane che gli si accostava in modo remissivo come se non potesse ricorrere ad altri che non al suo padrone per ritrovare la protezione fino a quel momento negatagli». Il giudice del Tribunale di Salerno ha anche spiegato perchè non ha riconosciuto a Fuoco le circostanze attenuanti generiche «per i gravissimi e numerosissimi precedenti penali, indici della sua inclinazione a delinquere e quindi della pericolosità sociale». E l’indole di Antonio Fuoco viene descritta come «violenta e malvagia: dopo essersi negli anni diretta prevalentemente contro il genere umano, ha trovato modo di manifestarsi anche nei confronti degli animali. Segno questo di una nient’affatto occasionale devianza che può ripetersi nella vita quotidiana e che, quindi, deve essere stigmatizzata con un inasprimento sanzionatorio». Ricordiamo che lo scorso 8 aprile, Antonio Fuoco fu condannato in abbreviato ad un anno e nove mesi per maltrattamento ed uccisione di aninali, oltre al risarcimento per le dodici associazioni animaliste (mille euro) costituitesi parti civili e alle spese legali.

Ultimo aggiornamento: 12:23 © RIPRODUZIONE RISERVATA