Il centro storico di Salerno
in balìa dei teppisti

di Barbara Cangiano

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Da tre anni chi vive in largo Barbuti ha perso sonno, tranquillità, vivibilità, pulizia. E tolleranza. Perché è da allora che la piazzetta situata nel cuore del centro storico si è trasformata in un campo a cielo aperto per lo sballo senza regole. Gli ultimi atti vandalici che hanno colpito il Teatro dei Barbuti sono solo uno dei tantissimi episodi che residenti e operatori culturali e turistici sono stati costretti a subire nel tempo da parte di gruppi di ragazzi che, terminata la via crucis tra i bar della movida, consumano le ore che li separano dall'alba - e dalla ritirata - tra spinelli, schiamazzi e bottiglie di superalcolici. «Sono animali - taglia corto Paolo Sessa, insegnante e frontman del gruppo musicale Malatja - Distruggono sedie, palchi, tendoni, quando la piazza è allestita. Urlano e imprecano contro chi si permette di redarguirli reclamando, giustamente, un po' di pace. Chiamare le forze dell'ordine è inutile perché non interviene mai nessuno». Facile pensare che possano essere persone della zona, eredità di un centro storico poco istruito alla cura dei luoghi. «Assolutamente no - continua Sessa - Sono figli di papà, il prodotto di quella borghesia bene che ha acquistato case da mille e una notte a poche centinaia di metri da qui. La gente del quartiere non si permette».

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Venerdì 9 Agosto 2019, 10:32
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