CORONAVIRUS

Imprenditore morto di Covid
dopo un calvario tra ospedali: c'è l'indagine

Sabato 23 Maggio 2020 di Nicola Sorrentino

La Procura di Nocera Inferiore ha avviato un’indagine sul decesso di Antonio Comitino, il noto imprenditore di Nocera Inferiore di 65 anni, deceduto lo scorso 11 aprile all’ospedale Ruggi di Salerno. L’attività di acquisizione di dati è stata affidata ai carabinieri del reparto territoriale di Nocera, che nei giorni scorsi hanno sequestrato le cartelle cliniche del paziente, presso gli ospedal Ruggi e Da Procida, il presidio che di recente era stato elevato a “Covid hospital”. Nessuna ipotesi di reato, al momento, ma l’obiettivo - da parte del pm Gaetana Amoruso - è quello di ricostruire tutti i passaggi e gli esami svolti dal noto imprenditore, che aveva iniziato il suo giro di ospedali dall’Umberto I di Nocera Inferiore. Precisamente, dal reparto di chirurgia, finito nel mirino di molte polemiche perché ritenuto ad alto rischio contagio da Coronavirus.

l percorso di «Tonino», così come era conosciuto dai tanti amici a Nocera, era iniziato proprio da lì, in ragione di un blocco intestinale. Poi, il trasferimento all’ospedale di Mercato San Severino, dove sembrava che l’uomo avesse risolto il problema. Dopo circa due giorni, era infatti tornato a casa. Le sue condizioni erano però peggiorate dopo poco, con un ritorno a San Severino e il trasferimento d’urgenza, deciso per i due presidi a Salerno. Fino al decesso. Compito della Procura sarà quello di stabilire se siano stati commessi degli errori da parte dei medici, oltre al rispetto di tutti i protocolli sanitari, durante questo passaggio tra ospedali, accertando poi, per quanto possibile, l’origine dell’infezione.

Ultimo aggiornamento: 12:26 © RIPRODUZIONE RISERVATA