Imprenditore suicida e sotto usura,
l'indagato scarcerato va ai domiciliari

Mercoledì 21 Luglio 2021 di Nicola Sorrentino
Imprenditore suicida e sotto usura, l'indagato scarcerato va ai domiciliari

Va agli arresti domiciliari il 51enne imprenditore di Cava de' Tirreni, finito in carcere il 2 luglio scorso per usura, estorsione e trasferimento di valori ad alcuni suoi familiari. Lo ha deciso il Tribunale del Riesame, dopo ricorso fatto dalla difesa, rappresentata dall'avvocato Teresa Sorrentino. Nelle prossime settimane le motivazioni del cambio di misura cautelare, che potrebbero orientare la stessa Procura una volta concluse le indagini. Per l'uomo c'è l'aggravante del metodo mafioso - perché si sarebbe avvalso della fama criminale del clan Bisogno - nei riguardi della vittima di un'estorsione. I carabinieri avevano notificato all'uomo anche un sequestro di 90.500 euro in contanti, di un bar tabacchi annesso ad un distributore Ip e di quote societarie, che sarebbero state oggetto di intestazioni fittizie a familiari dell'indagato. 

Dinanzi al gip, l'imprenditore aveva reso dichiarazioni spontanee, spiegando di essere estraneo alle accuse. Nel merito, aveva parlato del rapporto con la vittima, titolare delle attività annesse al distributore di carburante di via XXV luglio a Cava, morto suicida nel luglio del 2015. Secondo la Dda, l'uomo era sotto usura dell'imprenditore, costretto a cedergli le sue attività prima con un contratto capestro. Un contratto nel quale l'indagato si associava alla conduzione delle attività annesse all'area di servizio, ricevendo l'80% degli utili, senza assumersi debiti nè rischi di impresa dell'azienda, mentre l'associante, l'imprenditore suicida, avrebbe avuto una minima parte, accollandosi tutti gli oneri aziendali. In un secondo momento, la cessione delle quote sarebbe stata complessiva, in cambio solo di 250 euro mensili da consegnare alla moglie della vittima. Quest'ultima sarebbe stato sotto usura anche da parte di altre persone, al momento no note. «È arrivato il mio momento, sai dove trovarmi», questo il messaggio che la vittima scrisse al 51enne. Per il gip, «quasi come se la vittima volesse portare a conoscenza di G.F. il suo intento suicida». 

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