Incensurato gambizzato:
è un avvertimento

Martedì 8 Giugno 2021 di Daniela Faiella
Incensurato gambizzato: è un avvertimento

Gambizzato in pieno giorno, mentre andava al bar a prendere il caffè insieme ad un parente. È accaduto ieri mattina, poco dopo le 10,30, in via Aquino. Antonio Quattroventi, classe 75, incensurato, ritenuto dagli investigatori vicino a pregiudicati scafatesi, avrebbe tentato di scappare quando ha intuito di essere in pericolo. In due lo avrebbero avvicinato mentre stava entrando nel bar Q10. Quattroventi è conosciuto da tutti in quella zona, dove vive insieme alla sua famiglia. Ieri mattina il 46enne di Scafati era uscito di casa, alle spalle della chiesa di San Vincenzo, e stava andando a prendere il caffè. Come ogni giorno. Non è ancora chiara la dinamica dei fatti. I carabinieri stanno cercando di ricostruirla sulle base delle testimonianze raccolte e soprattutto, sulla scorta dei filmati archiviati dalle telecamere presenti in quel tratto di via Aquino, nell’area di confine con i vicini paesi vesuviani.


In due avrebbero teso l’agguato al 46enne scafatese, che avrebbe cercato riparo anche all’interno del bar, quando ha visto uno dei due sconosciuti impugnare un’arma e avvicinarsi. Non ha avuto scampo Quattroventi. Tre colpi lo hanno raggiunto all’altezza della gamba destra. Non hanno infierito i suoi attentatori. Lo hanno lasciato a terra, ferito e sanguinante, prima di scappare via, forse in sella ad uno scooter. Sono ancora tanti i dubbi che gettano mistero su quanto è accaduto ieri mattina in via Aquino. Antonio Quattroventi, accompagnato da un suo parente (forse lo stesso che era con lui quando è scattato l’agguato), è riuscito a raggiungere l’ospedale di Sarno. Non è in pericolo di vita. I medici gli hanno riscontrato una brutta frattura al ginocchio destro. È attualmente piantonato al pronto soccorso, in attesa di essere ricoverato nel reparto di ortopedia, per essere poi probabilmente sottoposto ad un intervento chirurgico. Indagini a tutto campo. A lavoro i carabinieri della tenenza di Scafati, coordinati dal maresciallo Antonello Catapano e coadiuvati dai colleghi del reparto territoriale di Nocera Inferiore. Non si escludono ipotesi. La vittima non ha macchie nel passato, ma gli investigatori lo ritengono vicino ad alcuni pregiudicati scafatesi gravitanti attorno ai circuiti dello spaccio di stupefacenti. Non si esclude che l’agguato sia maturato proprio in quegli ambienti. I militari hanno sentito diverse persone ieri pomeriggio, a partire da chi era nei pressi del bar quando sono entrati in azione i due sconosciuti armati. Sarebbero state effettuate anche alcune perquisizioni. C’è il massimo riserbo sugli sviluppi delle indagini. Chi ha impugnato la pistola per fare fuoco ieri mattina, in via Aquino, di certo non era intenzionato ad uccidere. Chi ha sparato, ha puntato alle gambe, con la precisa volontà di avvertire. Di questo sono convinti gli investigatori.

 

Ultimo aggiornamento: 10:09 © RIPRODUZIONE RISERVATA