Sistema Salerno, inchiesta sulle coop:
rito immediato per Savastano e Zoccola

Sabato 29 Gennaio 2022 di Petronilla Carillo
Sistema Salerno, inchiesta sulle coop: rito immediato per Savastano e Zoccola

Andranno a giudizio immediato, su richiesta della procura e grazie all’accoglimento del gip, Fiorenzo Zoccola detto Vittorio e Giovanni Savastano detto Nino. I due indagati, entrambi ora ai domiciliari, erano finiti nell’inchiesta sulle cooperative sociali che ha travolto, tra gli altri, anche il sindaco di Salerno Vincenzo Napoli, l’ex dirigente del suo staff Felice Marotta e dell’ex direttore del servizio Ambiente del Comune, Luca Caselli. Nove i capi di imputazione contestati al ras delle cooperative sociali, due quelli all’ex assessore comunale alle Politiche sociali e consigliere regionale di Campania Libera, lista di sostegno al governatore Vincenzo De Luca. Le accuse sono di turbata libertà degli incanti per Zoccola (in concorso con altri), corruzione per entrambi gli indagati. Ma, leggendo il decreto che dispone il giudizio e, nello specifico i diversi capi di imputazione contestati, l’impressione è che ci saranno altre richieste di rinvio a giudizio per la vicenda delle cooperative sociali. La procura, per ora ha avanzato soltanto le richieste per l’imprenditore e il consigliere regionale, perche le indagini a carico degli altri ancora non sarebbero concluse. Anzi, ci sarebbero ancora degli interrogatori da completare, come quello del dirigente comunale Felice Marotta (difeso dall’avvocato Paolo Carbone) che si presenterà dinanzi al gip Gerardina Romaniello la prossima settimana. 

L’udienza per Zoccola (difeso dall’avvocato Giuseppe Della Monica) e per Savastano (difeso dall’avvocato Giovanni Annunziata) è stata fissata a stretto giro, per la fine del mese di febbraio. Il decreto è stato firmato dal gip pochi giorni prima di Natale e poi notificato ai diretti interessati. Tra le contestazioni mosse a Vittorio Zoccola, in primis anche quella che riguarda il noleggio da parte di Salerno Pulita di un automezzo lava strada per un periodo di 2 mesi in detto con determinazione dall’amministratore unico della partecipata. Secondo l’accusa Zoccola, amministratore di fatto della coop Terza dimensione assieme a Mariagrazia Mosca con la collaborazione di sui fratello Gerardo, coordinatore del settore gare della società, Antonio Ferraro amministratore della partecipata, il sindaco Vincenzo Napoli e il suo più stretto collaboratore Felice Marotta (per tutti ci sono altre indagini in corso, ricordiamo), avrebbe predeterminato il contratto. Quindi ci sono tutte le gare che Zoccola ed altri presidenti delle cooperative sociali avrebbero ottenuto modificando alcune clausole delle gare e, quindi, di fatto turbando la legalità delle gare stesse. Anche in questo caso, il gip precisa bene le posizioni di altri due indagati, Luca Caselli direttore del servizio Ambiente ed Ugo Ciaparrone dell’ufficio staff del sindaco Napoli per l’area tecnica e direttore dell’esecuzione del servizio di manutenzione del patrimonio comunale. Nel caso di Ciaparrone, il gip precisa che si sarebbe adoperato per appaltare i servizi «alle cooperative riferibili a Fiorenzo Zoccola (detto Vittorio) e per l’esercizio delle sue funzioni e del suo potere riceveva utilità dal predetto Zoccola e, in particolare, riceveva presso la cooperativa 3SS l’assunzione del figlio Alessandro dal 9 giugno al 31 agosto 2020 nonché lavori di sistemazione idraulica e di falegnameria presso l’abitazione della suocera».

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Non usa parole leggere, il gip, per definire il rapporto tra l’ex consigliere regionale e assessore comunale e l’imprenditore delle coop parlando di un «consolidato accordo corruttivo» e spiegando come Savastano abbia «promesso» a Zoccola, in cambio di voti, «l’aggiudicazione e la proriga degli affidamenti dei lavori pubblici alle coop gestite dallo stesso o dai suoi sodali». Come nel caso di due delibere di giunta che, secondo le carte giudiziarie sarebbero a lui riferibili la 195 di settembre 2020 e la 274 di dicembre dello stesso anno. Quindi incidendo sull’approvazione di determine dirigenziali favorevoli all’imprenditore: almeno tre secondo l’accusa.

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