Infermiere ucciso per gelosia,
condanna definitiva per l'assassino

Giovedì 7 Maggio 2020 di Nicola Sorrentino
È definitiva la sentenza di condanna per omicidio nei riguardi di Davide Giorgio Sanzone, il 44enne giudicato responsabile della morte di Maurizio Fortino, infermiere di 52 anni, avvenuta nella sera del 20 luglio 2017. La Corte di Cassazione non ha accolto il ricorso della difesa, rendendo esecutiva la condanna a 15 anni di carcere. E confermando, nei fatti, la pronuncia già espressa in sede di Corte d’Assise d’Appello a Salerno. Rispetto al primo grado, l’uomo aveva avuto lo sconto di un anno.

I fatti si consumarono in via Origlia, nella casa dell’ex moglie dell’imputato. I due erano separati da circa cinque anni. Sanzone, quella sera, aveva fatto ritorno da Milano per poi dirigersi prima a casa sua, poi presso quella della ex moglie. Giunto all’esterno dell’abitazione, notò lo scooter di Fortino. A quel punto prese a bussare più volte sull’uscio di casa della donna, fino ad entrare. Quando si ritrovò nell’appartamento, si accorse della presenza in bagno della vittima, che con la donna condivideva un rapporto d’affetto e amicizia. Il 43enne si diresse poi in cucina, afferrò un coltello con una lama da 5 centimetri e colpì l’infermiere al fianco. La vittima riuscì ad uscire di casa e a salire su di uno scooter, sanguinante, per raggiungere l’ospedale. Durante il tragitto finì a terra, fino a quando non fu soccorso da una coppia, che lo aveva visto chiedere aiuto. In ospedale arrivò in condizioni disperate, con il decesso sopraggiunto poco dopo. Ultimo aggiornamento: 08:38 © RIPRODUZIONE RISERVATA