«Io ti uccido: non esci viva»,
marito violento a processo

Domenica 14 Novembre 2021 di Angela Trocini
«Io ti uccido: non esci viva», marito violento a processo

Per anni avrebbe subito le angherie del marito. Violenze sia fisiche che psichiche, anche difronte ai figli minorenni. Ora l’uomo, Valerio Pisapia, è stato rinviato a giudizio per maltrattamenti in famiglia e lesioni aggravate dal gup Giandomenico D’Agostino del Tribunale di Salerno che ha disposto, per il 42enne salernitano, il processo a gennaio prossimo davanti ai giudici (primo collegio) della terza sezione penale. L’uomo, sin dal 2015, avrebbe quotidianamente aggredito la consorte con pretese anche di carattere economico, dissipando soldi che erano destinati al mantenimento dei figli minorenni. Aggressioni sia fisiche che psicologiche con una sistematica demolizione, agli occhi dei figlioletti, della figura materna fino alle botte, con pugni e calci in varie parti del corpo ed il tentativo, in un’occasione, di soffocare la vittima. Cosa non avvenuta per l’intervento di uno dei due figli.

Gli accessi d’ira sarebbero iniziato con insulti del tipo «non capisci niente. Come ti permetti di giudicare ciò che faccio, se non sai fare niente»; «sei solo una povera pazza che parla a vanvera. Io non ci metto niente a farti passare per pazza, così ti levano i figli e ti caccio da casa», fino ad arrivare a minacce di morte «io ti uccido, da qua stasera non esci viva. Se mi lasci non hai la più pallida idea di quanto altro male ti farò». Ed ecco che, in una dei momenti più drammatici per la donna, dopo averla percossa con calci e pugni, le strinse le mani al collo fermandosi solo per l’intervento del figlio che all’epoca aveva 10 anni. In un’altra occasione, Pisapia avrebbe continuato a colpire la donna anche quando quest’ultima cadde a terra (tanto da essere colpita con alcuni calci anche al volto) e quando l’uomo prese un bastone per continuare ad infierire, per la seconda volta il figlio 11enne si mise in mezzo per difendere la madre. Occasione in cui Pisapia avrebbe anche tentato di impedire alla donna di ricorrere alle cure dei sanitari, imponendole di rimanere chiusa in camera da letto, tanto che la donna raggiunse il pronto soccorso solo dopo alcune ore dall’aggressione e dopo che il marito era uscito da casa.

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In seguito al rinvio a giudizio dell’imputato, le accuse che gli sono state mosse con la denuncia/querela presentata a gennaio scorso dalla donna vittima delle violenze (che, attraverso l’avvocatessa Alba D’Antonio, si è costituita parte civile e presa in carico da Resilienza Legale) saranno vagliate dai giudici dibattimentali (la prima udienza del processo è fissata il 12 gennaio 2022) così come la documentazione medica e relazioni tecniche oltre le sommarie informazioni acquisite nel corso delle indagini preliminari affidate al pm Alessandro Di Vico che ha chiesto ed ottenuto il rinvio a giudizio del 42enne salernitano (difeso dall’avvocato Saverio Citera) che potrà presentare eventuali prove a discarico.

Ultimo aggiornamento: 11:30 © RIPRODUZIONE RISERVATA