La dimora confiscata al boss di Salerno
diventa casa-rifugio per donne maltrattate

Venerdì 1 Ottobre 2021 di Carmen Incisivo
La dimora confiscata al boss di Salerno diventa casa-rifugio per donne maltrattate

Una casa rifugio riservata a donne vittime di violenza, realizzata all’interno di una struttura confiscata alla camorra. È uno dei nuovi progetti voluti e realizzati dal settore politiche sociali del Comune di Salerno che va ad aggiungersi al piano servizi già in essere. «Un tassello – spiegano dalle politiche sociali – che vuole intercettare un bisogno reale e dare risposte altrettanto reali». La località in cui la casa rifugio è stata realizzata resta, per ovvie ragioni legate alla sicurezza delle donne che vi si recheranno, segreta ma, per chi ne avesse bisogno, il settore politiche sociali fornirà tutte le indicazioni del caso. Non solo una struttura che potrà ospitare fino a sei donne – che potranno anche non separarsi dai figli - per volta ma un progetto integrato che prevede anche assistenza, legale e psicologica, e reinserimento sociale. «Il settore politiche sociali del Comune di Salerno – commenta il sindaco Enzo Napoli - ha attivato questo progetto che si inserisce nelle azioni per il contrasto alla violenza sulle donne, attraverso il riuso di un bene confiscato alle mafie. Ne siamo orgogliosi». 

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Nei mesi scorsi, l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e destinazione dei beni confiscati ha concesso al Comune di Salerno un immobile confiscato alle organizzazioni criminali per essere destinato, ai sensi della legge 109/1996, a finalità istituzionali e di utilità sociale. Il Comune di Salerno ha deciso di realizzare una casa rifugio per le donne vittime di violenza fisica e psicologica e per i loro figli. Ovviamente è stato necessario riqualificare l’immobile che è stato oggetto di un progetto di rifunzionalizzazione, approvato dal Ministero dell’Interno, dipartimento della pubblica sicurezza e finanziato, per un importo complessivo di 350mila euro. I lavori di ristrutturazione e riqualificazione hanno consentito di realizzare una struttura dotata di sei posti letto, completa di impianti e di arredi. La Regione Campania inoltre ha destinato all’iniziativa 200mila euro per la gestione del servizio di casa rifugio che, attraverso una procedura di evidenza pubblica, è stata assegnata ad un soggetto del terzo settore. Le donne ospiti della struttura residenziale a carattere comunitario saranno accompagnate in un percorso che prevede il sostegno alle vittime sin dalla fase dell’accoglienza, l’inserimento e il percorso di uscita dalla violenza e il reinserimento sociale, con attivazione di forme di sostegno individuali e di un percorso psicologico e legale, per ricostruire in serenità la propria autonomia. «La violenza contro le donne – conclude l’assessore alle politiche sociali e consigliere regionale Nino Savastano - è un problema grave ed attuale e va contrastata e prevenuta con ogni mezzo. Abbiamo realizzato uno spazio sicuro e confortevole per le donne che hanno bisogno di essere allontanate dalle violenze e da contesti di degrado familiare e sociale e per i loro figli, al fine di ricostruire, in serenità, il proprio futuro. Aggiungiamo, con il servizio di casa rifugio per le donne che sono vittime di violenza, un altro tassello al vasto piano dei servizi alla persona del Comune di Salerno. Ne siamo molto fieri e sappiamo che potremo stare accanto a chi ne ha più bisogno, in un momento di grande fragilità emotiva ed alle volte anche economica. Il fatto che questo progetto veda da luce in un luogo così simbolico, un immobile confiscato alla camorra, assume un significato ancor più importante».

Ultimo aggiornamento: 13:10 © RIPRODUZIONE RISERVATA