«Bambina di legno», una perizia
per stabilire le responsabilità

Mercoledì 4 Novembre 2020 di Viviana De Vita
«Bambina di legno», una perizia per stabilire le responsabilità

Sarà una perizia a stabilire se esiste un nesso di casualità tra eventuali colpe o condotte omissive dei sanitari che hanno avuto in cura la 15enne Arianna Manzo e il suo attuale e drammatico stato di salute.

La Corte di Appello di Salerno ha accolto l'istanza dell'avvocato Mario Cicchetti, legale dei genitori dell'adolescente di Cava dei Tirreni che, riconosciuta dalla giustizia vittima di malasanità a causa di un farmaco sbagliato somministratole dall'ospedale Cardarelli a soli tre mesi, ha subito la paralisi cerebrale che l'ha inchiodata su una sedia a rotelle facendola divenire sorda ed ipovedente. Sono infatti stati nominati i consulenti incaricati di verificare, tra le altre cose, se vi sia un nesso di casualità tra eventuali colpe o condotte omissive dei sanitari che hanno avuto in cura la ragazza, e il suo stato di salute, estremamente precario, in cui versa. I periti dovranno inoltre accertare se «siano ravvisabili profili di colpa medica» da parte dei sanitari del presidio ospedaliero di Cava de' Tirreni e del Cardarelli di Napoli per aver omesso l'effettuazione di accertamenti o per l'errata interpretazione degli stessi. Infine occorrerà stabilire se «un percorso diagnostico corretto accompagnato da interventi tempestivi e adeguati avrebbero escluso o ridotto in modo apprezzabile le lesioni e le sofferenze che sono derivate ad Arianna Manzo».

I giudici del tribunale di Salerno, davanti ai quali lo scorso 25 giugno si è aperto il procedimento civile intentato dall'ospedale Cardarelli per ottenere la sospensione del pagamento del risarcimento per i danni causati alla ragazzina, hanno assegnato all'equipe di periti appartenenti a distretti sanitari che non ricadano nella regione Campania, sei mesi di tempo per depositare l'elaborato che sarà esaminato durante la prossima udienza, fissata per il 3 giugno 2021. «Nelle more che la Giustizia compia i suoi accertamenti - dichiara l'avvocato Cicchetti - con i noti e incompatibili tempi con le esigenze della minore, auspico che l'impegno inizialmente manifestato alla piccola dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, per consentirle le cure indispensabili di cui abbisogna per la sua sopravvivenza, trovi concreta e immediata attuazione».

Il Cardarelli deve infatti risarcire la famiglia di Arianna di poco meno di tre milioni di euro per aver utilizzato un farmaco sbagliato che le ha causato la paralisi cerebrale. Il calvario della piccola Arianna è cominciato nel marzo 2005 quando, a soli tre mesi, fu ricoverata al nosocomio di Cava dei Tirreni per una bronchiolite acuta. Trasferita al Cardarelli di Napoli, la piccola è stata sottoposta ad una terapia sbagliata che le ha stravolto la vita.


 

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