Nocera Inferiore, operata a 79 anni, sta bene: poi la febbre «misurata male» e la morte

Lunedì 8 Gennaio 2018 di Nello Ferrigno
Nocera Inferiore, operata a 79 anni, sta bene: poi la febbre «misurata male» e la morte

NOCERA INFERIORE - È stata sottoposta a sequestro la salma di Elvira Giella, la donna di 79 anni di Nocera Inferiore deceduta ieri mattina all'ospedale Umberto I. La disposizione dell'autorità giudiziaria arriva dopo la denuncia presentata dai familiari al commissariato di polizia di Stato. Secondo Francesco Calvanese, il figlio della donna, ci sarebbero state «negligenze ed imperizia nella condotta dei sanitari del reparto di nefrologia».

Il calvario era iniziato il 15 dicembre scorso. Cadendo la donna si era procurata la frattura del femore della gamba destra. «Ricoverata in ospedale racconta il figlio - veniva operata e a due giorni dall'intervento, perfettamente riuscito, iniziava anche a camminare». Poi un problema a livello urinario ne consigliava il trasferimento da ortopedia a nefrologia. «Tutto sembrava risolto continua il racconto di Calvanese tanto che i medici ne consigliavano le dimissioni. Io però ho chiesto che fossero loro a dimetterla ma ciò non avveniva e mia madre rimaneva in ospedale».

Il quadro clinico, però, improvvisamente si complica. «Avevo notato si legge nella denuncia che la ferita si era gonfiata con fuoriuscita di liquido giallastro e di sangue. I medici a cui mi sono rivolto mi hanno detto che non bisognava preoccuparsi in quanto era tutto normale e la ferita sarebbe guarita senza la necessità di ulteriori cure mediche». Calvanese racconta anche del catetere interno che alla madre «non è stato mai cambiato se non dopo le continue richieste ai sanitari da parte di mia sorella Maria».
 
Nei primi giorni del nuovo anno, la situazione peggiora. La donna ha la febbre. «Anche se spiega il figlio - misurata dai sanitari era di 37 gradi, con un termometro che io avevo portato da casa era 38, 7 gradi. Ho avvisato i medici i quali l'hanno misurata di nuovo confermando il valore che io avevo riscontrato». Inutili le somministrazioni di antipiretici, la febbre saliva e scendeva. «Solo tre giorni fa racconta Calvanese i medici decidevano di somministrarle un antibiotico ad ampio spettro. Verso le 6 di ieri mattina mia madre è deceduta. Mi auguro che l'autorità giudiziaria faccia luce su quanto accaduto. Sono convinto che qualcosa non abbia funzionato nell'assistenza a mia madre. Ho deciso di denunciare affinché in futuro non si verifichino altri casi del genere e venga garantita agli utenti una migliore assistenza sanitaria».

Calvanese ha anche messo in evidenza che «durante le ore notturne i sanitari intervenivano solo dopo continue richieste di aiuto». «Pertanto ha scritto nella denuncia i pazienti non vengono affatto vigilati e monitorati nel corso della notte».

Intanto fonti ospedaliere, nel commentare quanto accaduto l'altro pomeriggio in urologia con momenti di tensione tra i pazienti in attesa di essere sottoposti ad una serie di controlli, hanno precisato che «non c'è stato nessun favoritismo nell'ordine di esecuzione di una serie di test diagnostici. Il familiare di una paziente, oltre ad aggredire verbalmente un'infermiera, ha voluto strumentalizzare un ritardo della procedura con cui sono stati eseguiti alcuni esami. I turni di prenotazione sono stati regolarmente e rigorosamente rispettati. Si è voluto infangare l'operato del personale sanitario che, nonostante evidenti difficoltà, dovute alla carenza di personale, continua con abnegazione e professionalità ad erogare le prestazioni sanitarie».
 

Ultimo aggiornamento: 09:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA