L'auto finì nel dirupo e la madre morì:
la Procura lo accusa di omicidio stradale

Domenica 21 Febbraio 2021 di Nicola Sorrentino
L'auto finì nel dirupo e la madre morì: la Procura lo accusa di omicidio stradale

Finirono in un dirupo con l’auto, a salvarsi fu soltanto il figlio. La madre, invece, morì sul colpo. La Procura di Nocera Inferiore ha concluso le indagini sul decesso di Ida Bocchino, 42enne originaria di Bracigliano, ma residente a Castel San Giorgio, che perse la vita lo scorso giugno dopo un incidente stradale. A rischiare il processo il 21enne figlio della donna, C.R. difeso dall’avvocato Manuel Capuano. L’accusa contestata è quella di omicidio stradale. A guidare era il ragazzo, la madre sedeva al suo fianco. I due viaggiavano lungo la Provinciale che collega i comuni di Bracigliano e Siano, il 22 giugno scorso. A coordinare le attività investigative, ora chiuse con l’avviso notificato al giovane, il sostituto procuratore Davide Palmieri. Attraverso una perizia cinematica effettuata da un consulente nominato per l’occasione, l’organo inquirente contesta al ragazzo diverse violazioni del codice della strada. Il lavoro per ricostruire la dinamica del sinistro fu caratterizzato da diversi sopralluoghi sul luogo del sinistro, poi dallo studio dei verbali e dei rilevamenti fotografici effettuati dalla forze dell’ordine nelle ore successive all’episodio. Ancora, il perito verificò i margini di approssimazione sotto il profilo della dinamica effettiva e delle responsabilità di chi guidava. L’auto, una Pegeout 207 nera, aveva urtato un cancello che delimitava la carreggiata, intorno alle 18 del pomeriggio, all’altezza di uno dei tornanti della strada provinciale 22. Per poi finire in un burrone. Una strada sulla quale è imposta da sempre la massima cautela quando si guida, con limiti di velocità di appena trenta chilometri orari, oltre alla presenza di segnaletica. Secondo le indagini, invece, il ragazzo viaggiava ad una velocità molto superiore a quella consentita.

 

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