Licenziato, minaccia di morte
il sindaco in video: perquisito

di Nicola Sorrentino

PAGANI. Minaccia il sindaco con un video diffuso sui social e viene perquisito dai carabinieri. Il protagonista è un ex dipendente del comune di Pagani, licenziato dal Comune tempo fa e perquisito giorni fa dai carabinieri. Alla clip aveva dato il titolo "Caro Stato vergognati almeno un pò", nella quale si era sfogato duramente contro il primo cittadino, Salvatore Bottone. L'uomo non è nuovo nel registrare video e poi diffonderli sul suo profilo Facebook, dove ottiene anche un discreto numero di condivisioni. In un video di 13 minuti, che gli è costato una querela da parte del sindaco, l'ex comunale si è sfogato giorni fa sulla perquisizione subita: "Caro Stato - esordisce - mi hai fatto perquisire in cerca di armi. L'episodio di ieri ha traumatizzato tutta la mia famiglia, in casa c'era solo mio figlio grande. Questa visita è stata fatta perchè nei video ho detto più volte che se smetto lo sciopero della fame e lo Stato mi salva non facendomi morire, io vado a sparare in testa a Salvatore Bottone".

Nel video anche gli stessi carabinieri vengono presi di mira, accusati - a dire sempre dell'ex dipendente - di non aver dato atto a due ricorsi vinti dallo stesso sul trasferimento ad altre mansioni. Noto per aver praticato per settimane uno sciopero della fame, l'ex comunale lavorava al cimitero di Pagani e per tempo, aveva lamentato carenze in tema di sicurezza sul luogo di lavoro, oltre ad abusi e discriminazioni commessi per mano di colleghi o superiori. Nel mezzo del video, lamenta anche che gli stessi carabinieri avrebbero rifiutato di raccogliere una sua querela contro il sindaco. Poi la nuova minaccia al primo cittadino, da "colpire", nel suo ragionamento, "in quanto istituzione e non in qualità di uomo". Sul caso i carabinieri hanno proceduto giorni fa ad una perquisizione domiciliare, dopo la denuncia-querela presentata dal sindaco Bottone. L'uomo era stato licenziato dal Comune perchè sarebbe risultato essere assente dal posto di lavoro. I video che avrebbero spinto le forze dell'ordine ad agire sarebbero più di uno. 
Mercoledì 14 Marzo 2018, 19:09
© RIPRODUZIONE RISERVATA




QUICKMAP