Sesso, droga e poi la morte:
così Luana è stata uccisa dall'amante

Martedì 8 Settembre 2020 di Nicola Sorrentino

«Luana Rainone non si era allontanata da casa, ma è stata vittima di omicidio». È la tesi del gip Gustavo Danise, che ha confermato ieri il carcere per Nicola Del Sorbo, il 34enne originario di Angri, reo confesso di aver ucciso la 31enne di San Valentino Torio, sposata e con una figlia, con la quale aveva una relazione. «Non avevo intenzione di ucciderla», ha detto l’uomo, per poi aggiungere di aver tentato «di fermare il sangue, senza riuscirci». Lo avrebbe fatto con un cuscino per tamponare l’emorragia, che aveva poi causato la morte della donna nei minuti successivi, per una coltellata alla gola. 
 

 

I due avevano consumato un rapporto sessuale e assunto della cocaina, lo scorso 23 luglio, prima della tragedia. Poi avevano cominciato a discutere, lei avrebbe minacciato di chiamare l’attuale compagna di Del Sorbo per rivelarle di quella relazione. L’uomo le avrebbe così strappato il cellulare di mano, mentre la donna avrebbe cominciato a prenderlo a calci. Con un coltello, infine, Del Sorbo l’avrebbe colpita alla gola. Dopo averla uccisa, aveva infilato il corpo in una busta dei rifiuti, dopo averlo avvolto in un piumone e gettato in un pozzo all’interno di un terreno agricolo, a pochi metri dal capannone dove viveva. «Ho fatto tutto da solo», ha detto Del Sorbo, che ha poi aggiunto che i due avevano litigato spesso in passato, oltre a essersi visti per diverso tempo. Difeso dal legale Luigi Senatore, a Del Sorbo è stato chiesto anche conto di un incontro che ebbe con il marito di Luana, che gli aveva chiesto con decisione dove fosse la moglie. L’uomo aveva negato, però, di averla incontrata. Il corpo della ragazza è stato trovato quattro giorni fa, grazie alla sua confessione. 

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