Mail/ Si muore di cancro nel Cilento: sono arrivati i rifiuti di Gomorra

Mercoledì 4 Maggio è morto mio cognato all’età di 45 anni lasciando una moglie di 35 e 2 bambini di 8 e 10 anni. La morte di mio cognato è avvenuta per un carcinoma allo stomaco.

Fin qui sembra un “normale” dramma familiare, ma non è così.



Vi scrivo da Alfano un piccolo paesino di poco più di 1100 abitanti, situato in provincia di Salerno nel cuore del parco nazionale del Cilento, con una conduzione prevalentemente agricola come tutti i paesi limitrofi. La posizione geografica del paese dovrebbe far pensare ad una conduzione di vita in tali posti tranquilla e sana dal punto di vista della salute, aria pulita, ecc. Fino a qualche anno fa lontane dalle logiche affaristiche-imprenditoriali della camorra.



Negli ultimi anni a partire dal 2004 ad oggi sono morti quasi 30 abitanti di Alfano (dati anagrafici alla mano da parte del comune di Alfano) per neoplasie originatesi in diversi organi (tumore ai polmoni, spesso alle zone respiratorie alimentari come tumore alla faringe, base della lingua, al pancreas ed al colon retto, nonché casi di leucemia).



La popolazione di queste zone di cui io sono residente sembra non porsi domande e cosa più grave non reagire, ma abbandonarsi con segno di rassegnazione come dicono le persone più anziane: “alla volontà del Signore”.



La ragione per cui vi scrivo è per cercare di fare un po’ di luce su quello che sta avvenendo nella nostra Terra, ed essere almeno coscienti del male che ci affligge.



Quello che credo stia avvenendo (e ne sono ormai certo) è che “Gomorra” è arrivata anche da noi giù nel Cilento in paesi fino a qualche anno fa nemmeno riportati sulle cartine geografiche.



Proprio per l’invisibilità di questi paesini persi nel parco nazionale del Cilento con tanto terreno a conduzione agricola da comprare a basso costo ha invogliato ad investire la camorra nelle nostre zone una volta esaurite le discariche del casertano e napoletano per lo smaltimento dei rifiuti tossici provenienti da aziende chimiche di mezz’Italia e del resto d’Europa.



Si sà che la camorra ha basato buona parte del suo impero economico nel “business” dei rifiuti, dal recupero di tali rifiuti in sede di produzione allo smaltimento e lo stoccaggio in ampie aree del casertano e napoletano o al largo delle coste calabresi (come dimostrano gli ultimi casi di navi affondate e poi riaffiorate con il loro carico di “veleno”).



L’incidenza dei tumori che si sta verificando negli ultimi anni in un paesino come Alfano è sconcertante.



L’ipotesi più plausibile è che il percolato di rifiuti tossici sotterrati nelle nostre campagne all’insaputa di molti, ma sicuramente con il bene placito di qualche amministratore locale, abbia inquinato falde acquifere con cui la campagna dei nostri paesi vive, innaffia i prodotti della loro agricoltura di cui si nutre e che finisce nella nostra catena alimentare, cucina con tale acqua e si lava con tale acqua e non basta (come disse un camorrista in un’intercettazione) bere acqua imbottigliata, perché tutto ciò che mangiamo è già veleno.



Certo è che bonificare negli anni una tale area richiederà molto tempo, ma come dicevo prima essere almeno coscienti di cosa stiamo morendo sarebbe già un inizio.



Per questo vi scrivo e vi prego di utilizzare il potere mediatico di cui voi disponete per sollecitare le coscienze di molte persone che non vedono o non vogliono vedere la causa della loro fine.



Lettera firmata







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Lunedì 9 Maggio 2011, 21:38 - Ultimo aggiornamento: 13 Maggio, 11:43
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