Malata pschiatrica positiva
ritorna a casa in auto col marito

Venerdì 5 Marzo 2021 di Laura Naimoli
Malata pschiatrica positiva ritorna a casa in auto col marito

Donna ricoverata nel reparto di psichiatria dell’ospedale Ruggi viene messa alla porta dopo l’esito positivo del tampone molecolare. Il marito, guarito da poco dal covid, è costretto a raggiungere Salerno perché non si trovavano ambulanze. Questa è la storia che racconta Fabio Margarella, imprenditore ebolitano, che da pochi giorni ha perso suo padre, Donato, soprannominato il re delle bisarche, proprio a causa del Covid-19. Dopo il grave lutto, quasi tutta la sua famiglia, lui compreso, ha dovuto fare i conti con il virus. Il fratello di Fabio è guarito meno di una settimana fa, dopo venticinque giorni in cui è stato costretto a respirare attraverso una bombola d’ossigeno. Poi è toccato alla cognata, moglie del fratello, che attualmente sta ancora affrontando la sua battaglia.

«Mia cognata - spiega Fabio - soffre di crisi e per questa ragione, dopo un tampone negativo effettuato presso l’Usca, è stata ricoverata nel reparto di psichiatria a San Leonardo. Il medico dell’ospedale, per sicurezza, ha ritenuto opportuno ripetere il tampone anche in ospedale. Anche questa seconda volta, il tampone ha dato esito negativo, ma il medico, mostrandosi più che scrupoloso, ha ritenuto di eseguire un terzo tampone. Questo con esito positivo». Da qui, una serie di telefonate sono intercorse tra la famiglia e i medici. «Dopo averci informato della positività - racconta Fabio - ci hanno detto di non avere stanze che consentissero l’isolamento e così, per non mettere a repentaglio la salute degli altri pazienti, ci hanno dato due alternative: trasferirla all’ospedale di Santa Maria Capua Vetere oppure farla rientrare a casa. I sintomi legati al covid non erano gravi e pertanto, poteva seguire le terapie presso il suo domicilio».

 

Ultimo aggiornamento: 08:59 © RIPRODUZIONE RISERVATA