Malati in barella nei corridoi
negli ospedali di Nocera e Sarno

Venerdì 13 Maggio 2022 di Nello Ferrigno
Malati in barella nei corridoi negli ospedali di Nocera e Sarno

Anche all'Umberto I di Nocera Inferiore esplode la vicenda delle barelle nei corridoi. E sarebbe diventata una prassi, con decine di pazienti costretti a trascorrere anche diversi giorni nelle corsie dei reparti maggiormente sotto pressione. Tanto da spingere gli operatori sanitari a parlare di «azioni che stanno destabilizzando e rendendo improbabile l'erogazione di un'assistenza qualitativa nei reparti». Insomma per gli ammalati ricoverati in un letto di corridoio, non c'è privacy anche per espletare funzioni fisiologiche, bombole di ossigeno viaggianti, somministrazione della terapia «non in sicurezza, assenza di un campanello per avvisare delle necessità, lontananza di prese elettriche per allacciare la strumentazione medicale, ostruzione delle vie di fuga in caso di incendio».

Insomma, denuncia la Fials, «si configura realmente il rischio di omissione di cura a soggetto bisognevole da parte della struttura ospedaliera». In una nota il segretario aziendale dell'Umberto I, Alfonso Napoletano e i componenti della Rsu, Gianluca Fasolino e Marco Mascolo, inviata ai vertici dell'Asl Salerno e del presidio ospedaliero, evidenziano pressioni affinchè vengano ricoverati nei reparti più pazienti rispetto alla dotazione dei posti letto disponibili, utilizzando letti aggiuntivi collocati, appunto, nel corridoio. «La dotazione del personale in reparto, rispetto al numero dei pazienti ricoverati nei posti letto, è ai minimi termini - ha detto il segretario provinciale della Fials, Carlo Lopopolo - un numero significativo di ricoveri in più non è banale. Qualità e quantità non vanno propriamente a braccetto. È una situazione che mette a dura prova, soprattutto in pronto soccorso e in area Obi Covid, il personale infermieristico».

La situazione rischia di precipitare in vista dell'estate con la turnazione delle ferie. Per questo motivo la Fials ha chiesto «una ricognizione del personale dell'ospedale per definire il reale fabbisogno organico, l'immediato reclutamento di infermieri da destinare ai reparti deficitari anche attraverso lo scorrimento delle graduatorie e stabilizzando operatori in attesa, il blocco dei ricoveri nei corridoi con il trasferimento dei pazienti in sovrannumero in altri ospedali, anche fuori provincia».

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Intanto all'ospedale di Sarno la Fials ha chiesto chiarimenti per la possibile apertura del reparto di cardiologia riabilitativa. «Decisione - ha sottolineato Lopopolo - più che saggia per l'impatto positivo che avrà per l'utenza e per il territorio, ma qualcuno forse si è dimenticato che manca la materia prima, cioè il personale. Si ricorrerà ad operatori sanitari che ogni sei mesi vengono trasferiti da Sarno a Scafati e viceversa. Un comportamento immorale nei confronti di questi lavoratori a cui era stato assicurato che non ci sarebbero più stati trasferimenti. Gli infermieri non sono pacchi postali, ne tanto meno delle pedine. Vanno trattati con rispetto».
 

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