Botte ai genitori ed estorsioni,
finisce in carcere dopo 8 anni

di Daniela Faiella

Era stato arrestato la prima volta nel 2011 per maltrattamenti in famiglia ed estorsioni. Operaio, tossicodipendente da anni, l’uomo, che oggi ha 33 anni, era tornato poco dopo in libertà ma, successivamente, era stato denunciato altre volte per gli stessi reati, accumulando nel tempo più condanne, divenute irrevocabili. Nei giorni scorsi, a distanza di otto anni, per il 33enne sono scattate nuovamente le manette. I carabinieri della stazione locale, coordinati dal comandante Antonio Loffredo, gli hanno notificato un provvedimento di esecuzione pena. Dovrà scontare due anni e quattro mesi di detenzione domiciliare. È l’epilogo giudiziario di una storia che già otto anni fa suscitò incredulità in tutta la comunità di San Marzano sul Sarno. Il tossicodipendente, allora 25enne, finì in manette per maltrattamenti in famiglia ed estorsioni nei confronti degli anziani genitori. Fu denunciato proprio dalla mamma e dal padre, continuamente vessati dal figlio convivente che pretendeva soldi per comprare la droga. Una decisione sofferta ma inevitabile per i due coniugi che per mesi erano stati costretti a subire in casa le minacce e i comportamenti violenti dell’uomo, le cui richieste di soldi con il passare del tempo erano diventate sempre più frequenti. L’operaio era completamente schiavo della droga e, per comprarla, non esitava a rubare in casa, ad aggredire i genitori, pur di procurarsi i soldi necessari. Una situazione che sarebbe andata avanti per diverso tempo. La vita in quella casa era diventata insopportabile per madre e padre i quali, anche dopo il 2011, si erano visti costretti a denunciare altre volte quel figlio violento, diventato ormai pericoloso.
Giovedì 21 Marzo 2019, 06:15 - Ultimo aggiornamento: 21-03-2019 06:17
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