Mancano i permessi, sequestrato monumento che ricorda il giovane ucciso al posto di blocco

Il monumento che ricorda Massimo Casalnuovo
di ​Pasquale Sorrentino

BUONABITACOLO - Il monumento dedicato a Massimo Casalnuovo è stato sottoposto a sequestro da parte dei carabinieri della locale stazione su ordine della Procura di Lagonegro. Massimo Casalnuovo è il giovane meccanico deceduto a causa delle conseguenze della caduta dallo scooter nei pressi di un posto di blocco quattro anni fa a Buonabitacolo. Per la sua morte è stato condannato, in secondo grado, a quattro anni e sei mesi, il maresciallo dei carabinieri Giovanni Cunsolo con l’accusa di omicidio preterintenzionale. Nel corso del primo grado il carabiniere esta stato assolto con la formula «il fatto non sussiste». A breve – continuando la cronaca processuale sulla vicenda – saranno note le motivazioni della sentenza della Corte di Assise d’Appello di Potenza e verosimilmente verrà fatto ricorso alla Cassazione.

Ritornando, invece, alla vicenda del monumento: l’installazione è stata donata dall'artista Arturo Ianniello durante il quarto anniversario della morte del giovane meccanico e sistemata in zona San Donato, nei pressi del luogo della tragedia. Una installazione che però ha subito suscitato polemiche e proteste anche e soprattutto da parte del legale del maresciallo, l’avvocato Renivaldo Lagreca. Al centro delle proteste soprattutto la targa che indicava Massimo come «vittima di una ingiustizia». Il sindaco di Buonabitacolo Elia Rinaldi – in una delibera di giunta - sottolineava di non conoscere l’esistenza della targa quando l’artista aveva proposto il regalo alla comunità buonabitacolese.

Il monumento nel corso del tempo è stato rimosso e poi allestito in un’altra zona sempre nei pressi del luogo dell’incidente per una questione di autorizzazioni. Sempre dal documento del Comune ecco emergere che il 9 settembre l’Ufficio tecnico aveva emesso un’ordinanza per la rimozione del monumento: in questo esistevano delle problematiche sulle varie autorizzazioni. I carabinieri hanno disposto il sequestro per «assenza di permesso di costruire e in una zona sottoposto a vincolo paesaggistico ambientale». Il sindaco Rinaldi non ha voluto rilasciare commenti ufficiali e ha fatto sapere che si affida alla magistratura nella quale ha piena fiducia e rispetto.  
Domenica 7 Febbraio 2016, 18:08
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