Mario Del Mese arrestato per corruzione:
garantiva fondi e appalti a Benevento

Giovedì 25 Novembre 2021 di Petronilla Carillo
Mario Del Mese arrestato per corruzione: garantiva fondi e appalti a Benevento

L’affare Benevento come la vendita di appartamenti al Crescent attraverso la Ifil. Il suo ruolo era quello di intermediario. Grazie alle sue «amicizie politiche» in Regione garantiva i fondi alle amministrazioni per poi accompagnare le imprese «amiche» alle trattative per realizzare opere pubbliche attraverso bandi costruiti per loro o, talvolta, bypassando anche la gara di appalto. Dall’alba di ieri Mario Del Mese (difeso dall’avvocato Cecchino Cacciatore) è ai domiciliari nell’ambito dell’inchiesta che ha scosso la Provincia di Benevento, con l’arresto del presidente Antonio Di Maria, che è anche sindaco di Santa Croce del Sannio, e del sindaco di Buonalbergo Michelantonio Panarese. Diciotto, in tutto, le persone indagate. Soltanto due giorni prima Mario Del Mese era stato sentito in aula, presso la cittadella giudiziaria di Salerno, nel processo Ifil che lo vede indagato, tra gli altri, anche con il figlio del governatore campano, il deputato Piero De Luca. L’accusa mossa dalla procura di Benevento a carico di Del Mese è di corruzione. Del Mese, unico salernitano indagato, sedeva sempre ai tavoli delle trattative con politici, tecnici ed imprenditori per chiudere l’affare e stabilire i termini degli accordi. E garantiva per loro, grazie anche «ad amici influenti» che erano «amici di amici». A far uscire fuori questo giro di gare truccate e di corruzione sono stati proprio due dipendenti della Provincia che non hanno voluto accettare il modus operandi del presidente e dei suoi fedelissimi.

«Allora ci saranno interventi di acquedotto e fognatura...one to one... senza bando». È la proposta rilanciata ad una di questi incontri da Mario Del Mese ed intercettata dalla procura sannita. Michelantonio Panarese gli fa eco: «però io ho fatto due schede per il ministero...ma passa sempre attraverso la Regione però...».«Sì...esattamente». «Ok...quindi...». «E sotto al milione lo dicono tutti...i funzionari e i dirigenti come dicevano sulle strade». «Però non ci stanno i fondi...». «Chiunque andava a parlare la... mi raccomando tenetevi sotto al milione». E se questa era una parte della trattativa poltica, Del Mese compare anche quando si tratta di presentare l’imprenditore e trattare sul prezzo. Intermediario per conto del sindaco Panarese è Nicola Laudato, amministratore della società Five Engineering di cui il sindaco è socio occulato. Del Mese, invece, è intermediario per la società dell’imprenditore di Ercolano Antonio Fiengo, vicesindaco del Comune vesuviano. Laudato spiega: «io con la mia equipe prendiamo duemila euro per la gare e il 2%...». Fiengo: «il 2 netto o lordo». Laudato: «il 2 netto». Del Mese: «sull’importo...». Laudato: «sull’importo aggiudicato». Fiengo: «sull’importo con miglioria o senza miglioria...». Laudato: «no, senza miglioria...per capire... per essere corretti...in modo tale che noi dobbiamo essere chiari, capito? Ma quelle le migliorie vanno a zero...non si computano». Del Mese: «ci sta pure qualche collega che dice che me ne fotte a me che fa il ribasso». Laudato: «no, no... sull’importo». e l’affare si chiude con duemila euro per la gara (da far vincere) e il 2% sull’importo. Imn altre circostanze, hanno appurato i carabinieri del reparto operativo del comando provinciale di Benevento, sono state stabilite percentuali diverse. Del Mese, oltre al denaro per le intermediazioni, avrebbe avuto anche un reddito in quanto dipendente di una delle società sannite, la Cava Sannita, dalla quale gli impèrenditori che vincevano gli appalti avrebbero poi dovuto prendere il materiale necessario alla realizzazione dell’opera. 

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