Violentata nel Salernitano a 13 anni da due anziani, la psicologa: «Racconti fondati». Testimonierà a porte chiuse

Venerdì 3 Novembre 2017 di Nicola Sorrentino
Violentata e abusata da due anziani: il tribunale fissa per il prossimo 15 novembre l'incidente probatorio. La vittima, una minore che all'epoca dei fatti aveva solo 13 anni, sarà ascoltata in modalità protetta dal gip del tribunale di Nocera Inferiore.

Secondo l'accusa, la piccola sarebbe stata oggetto del desiderio di due uomini dal 2012 al 2015. Pur non conoscendosi tra loro, avrebbero abusato più volte della ragazzina con l'inganno e attraverso specifici espedienti. Come fingersi, in un'occasione, amici del padre defunto tempo prima. Sarebbero state proprio le confidenze della piccola, raccolte poi da un parente, a far scattare le indagini dei carabinieri. Per contestare le accuse di violenza sessuale su minore la procura si è avvalsa di una psicologa, che ha ritenuto al momento fondati i suoi racconti. L'indagine è condotta dal sostituto procuratore Valeria Vinci. Il primo uomo, di 69 anni, si sarebbe mostrato gentile con la piccola, attirandola nella cantina della sua abitazione per farle vedere dei gattini. La bimba era in casa della zia in quel periodo, che la Procura inquadra tra il gennaio 2014 e luglio 2015.

Dopo averla condotta in quel luogo, l’avrebbe spogliata e costretta con la forza a subire un rapporto sessuale. La piccola avrebbe provato più volte a divincolarsi, minacciando inutilmente di raccontare tutto ai carabinieri. La fuga sarebbe risultata impossibile, avendo l’uomo chiuso a chiave la porta della cantina. Ma altre volte, invece, il 69enne l’avrebbe semplicemente costretta con violenza, afferrandola per il polso, per subire quel tipo di abusi. Nel periodo attenzionato, la ragazza aveva 13 anni. Le accuse per l’altro uomo invece, un anziano di 80 anni, vengono contestate in un periodo differente e precedente. E cioè, quando la piccola di anni ne aveva 11. In quel caso, l’anziano si sarebbe finto un amico del padre della piccola, che era deceduto tempo prima, andandola a prendere all’esterno di una chiesa per poi condurla nella propria automobile. Da lì, il viaggio verso un luogo isolato, dove anche stavolta la vittima avrebbe subito una violenza di tipo sessuale. La ragazzina, che dovrà comparire per l’audizione e la conferma delle accuse formalizzate nella sede dell’incidente probatorio per cristallizzare le contestazioni, vivrebbe in una sorta di casa famiglia non meglio indicata. Ultimo aggiornamento: 12:43 © RIPRODUZIONE RISERVATA