Hai scelto di rifiutare i cookie

La pubblicità personalizzata è un modo per supportare il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirti ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, ci aiuterai a fornire una informazione aggiornata ed autorevole.

In ogni momento puoi modificare le tue scelte tramite il link "preferenze cookie" in fondo alla pagina.
ACCETTA COOKIE oppure ABBONATI a partire da 1€

Morì paralizzata, i figli denunciano l'Asl: «Le lesioni provocate da un infermiere»

Domenica 14 Agosto 2022
Morì paralizzata, i figli denunciano l'Asl: «Le lesioni provocate da un infermiere»

Costretta a salire in ambulanza, in modo del tutto imprudente, mentre era sulla sedia a rotelle. In ragione di ciò, subì lesioni permanenti, ora finite al centro di un procedimento dove l'Asl è stata chiamata in giudizio quale responsabile civile. I fatti risalgono al 20 febbraio 2017. Protagonista, suo malgrado, della vicenda, è una donna di 82 anni proveniente dal napoletano, ricoverata presso l'ospedale di Scafati per un problema agli arti inferiori. Quel giorno, dopo un precedente periodo di ricovero, i medici decisero di trasferirla presso l'ospedale di Pagani per una serie di esami specifici.

Chi aveva il compito di trasferirla a bordo dell'ambulanza, un infermiere, fu - secondo una denuncia della famiglia - maldestro e incauto. I metodi e i modi utilizzati dall'uomo, infatti, avrebbero provocato delle lesioni serie alla donna, che più volte aveva urtato con le gambe contro la pedana dell'ambulanza. Fino a finire a terra. Lo stesso avvenne per le braccia, che l'infermiere afferrò con forza per tentare di farla salire sul mezzo. Stremata dal dolore, la donna lamentava forti dolori. Un medico riportò così la paziente in ospedale, nuovamente in reparto. Nella denuncia la famiglia raccontò che l'anzia era rimasta per ore sul letto, senza assistenza. Con l'arrivo della figlia, poi, l'82enne fu trasferita a Nocera Inferiore per un intervento chirurgico. Poi nuovamente a Scafati, dove restò per oltre un mese. Il ritorno a casa coincise con l'impossibilità, per l'anziana, di camminare. Secondo quanto spiegato dalla famiglia, proprio a causa delle lesioni subite poco prima di salire in ambulanza. Venti giorni dopo morirà in casa. Ora il procedimento giudiziario, voluto dalla famiglia, dopo denuncia, nella quale è stato segnalato il comportamento «negligente ed imprudente» dei sanitari, che avrebbero provocato - con quel tipo di gestione - lesioni gravissime alla paziente che ha perso la capacità di camminare.
ni.so.

Ultimo aggiornamento: 20:20 © RIPRODUZIONE RISERVATA