Salerno, riapre il chiosco di Giordano dopo la tragedia

Sulla morte dell'uomo c'è l'inchiesta dopo la denuncia presentata dalla famiglia per presunto caso di malasanità

Il chiosco
Il chiosco
di Brigida Vicinanza
Mercoledì 6 Settembre 2023, 17:53
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Il chiosco di via Mercanti, nella parte storica di Salerno, dove sorrideva Francesco Giordano, riapre le sue porte. E lo farà proprio attraverso il ricordo di quel sorriso che neanche la morte è riuscita a cancellare. L'uomo, 44 anni, è deceduto all'alba del 25 agosto all'ospedale di via San Leonardo in circostanze poco chiare su cui i parenti - che hanno presentato denuncia per presunta malasanità - vogliono vederci chiaro.

Dopo aver effettuato l'esame autoptico sul corpo del salernitano e celebrati i funerali la scorsa settimana, si rimane in attesa della relazione finale della perizia che potrà chiarire le cause del decesso dell'uomo.

Fino a quella data, non si saprà se ci saranno o meno medici o persone iscritte sul registro degli indagati. Ma se "nulla sarà come prima" c'è chi prova comunque ad andare avanti. 

«Fino a un mese fa la nostra vita scorreva tranquillamente, ignari di ciò che a breve avrebbe stravolto i nostri animi per sempre - ha scritto il fratello di Francesco Giordano in un post sui social - non avremmo mai immaginato di dover subire una perdita così grave, e in una maniera che fa più male della perdita stessa. Francesco non era solo nostro fratello, o un commerciante, era un punto di riferimento per ognuno di noi della famiglia, ma anche per amici, conoscenti. Era una figura che trasmetteva sicurezza, la sua disponibiltà e il suo altruismo mancheranno a chiunque lo abbia conosciuto. Niente e nessuno potrà mai colmare il vuoto che ci accompagnerà per il resto dei nostri giorni.
Nulla sarà più come prima. Sarà difficile, atroce. Ma in virtù di ciò che nostro fratello ci ha lasciato in dono noi continueremo a portare avanti tutto quello in cui lui credeva, con onestà e tenacia. E determinazione, la stessa che ha contraddistinto la sua esistenza».

Poi, ha concluso: «Sulle sue orme percorreremo anche il cammino tracciato già in precedenza da nostro padre, perché il nostro chiosco non è solo un'attività commerciale, bensì è la nostra storia, la nostra entità, la nostra casa: un filo conduttore che lega passato, presente e futuro. Come mio padre anche Francesco continua a vivere. Vive qui, e vive in tutte quelle persone che avendolo conosciuto o frequentato hanno saputo apprezzare il suo semplice e buon cuore».

Tanti i commenti e i messaggi di vicinanza e solidarietà nel ricordo di un cuore buono che ha smesso di battere troppo presto ma che non si è arreso nemmeno di fronte alla morte e rivive tra le persone che lo hanno conosciuto. 

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