Morto nel porto di Salerno, indagato
per omicidio colposo il suo collega

Giovedì 27 Maggio 2021 di Carmen Incisivo
Morto nel porto di Salerno, indagato per omicidio colposo il suo collega

l cuore di Matteo Leone, 34enne lavoratore portuale travolto da un carrello elevatore condotto da un collega intorno alle 14 di martedì, si è fermato all’una e mezza della notte scorsa. I sanitari del Ruggi le hanno provate tutte: riduzione degli emboli e dei traumi, rivascolarizzazione degli arti inferiori, rianimazione a seguito di un arresto cardiaco, ma nulla è bastato. Il guerriero ha dovuto arrendersi: le sue condizioni erano troppo gravi per scampare al terribile incidente di cui è rimasto vittima.

Il magistrato Simone Teti ha disposto il sequestro della salma per consentire di effettuare, stamattina alle 11, l’esame autoptico (il conferimento dell’incarico è previsto alle 10) che potrebbe aiutare non tanto ad approfondire le evidenti cause della morte quanto a svelare qualcosa in più sulla dinamica dell’incidente che attende di essere chiarita. La famiglia Leone è difesa all’avvocato Luigi Gargiulo che comparirà questa mattina per i primi adempimenti. Restano sotto sequestro anche il carrello e l’area dove si è verificato l’incidente. Per il momento nel registro degli indagati è iscritto solo F.F., l’operatore portuale che era alla guida del carrello che ha causato la morte di Matteo e che sarà probabilmente accusato di omicidio colposo.

L’emissione di eventuali altri avvisi di garanzia, a carico di altre persone, potrebbe essere decisa nei prossimi giorni, in questo momento si resta solo sullo stretto evento causale della morte. Alle 12 in punto di ieri, le sirene delle navi in porto hanno suonato per onorare Matteo, innalzando un grido di dolore per un’altra morte che mai si sarebbe dovuta verificare. Il personale dello scalo salernitano è rimasto in sciopero per 24 ore, in segno di solidarietà per Matteo e di protesta per quanto accaduto. «Esprimiamo sgomento per il tragico infortunio sul lavoro avvenuto nel porto di Salerno in cui ha perso la vita un lavoratore portuale - fanno sapere Cgil, Cisl e Uil - è inaccettabile che un giovane possa morire mentre compie il proprio dovere, perché lavoro non deve significare morte. Manifestiamo solidarietà e vicinanza alla famiglia e a tutti i lavoratori portuali. La sicurezza nei luoghi di lavoro è un diritto fondamentale ed irrinunciabile».

Iniziativa seguita a ruota, ma solo per un’ora, da tutti i lavoratori portuali italiani che ieri hanno incrociato le braccia manifestando coinvolgimento e dolore per quanto accaduto nella tarda mattina di martedì al molo 10 del porto commerciale di Salerno. «Non si può morire così - è il commento dei sindacati - Dopo aver sconfitto la leucemia, muore a 34 anni schiacciato da un carrello elevatore. Non è forse una morte che si poteva evitare? Si doveva evitare. Troppe persone continuano a perdere la vita sul lavoro. Basta mettere la vita delle persone in secondo piano. Servono interventi immediati sulla sicurezza sul lavoro».

La Cisl, invece, invita a fare una riflessione sulla sicurezza del porto immaginando un alleggerimento delle attività. Cordoglio è stato espresso anche dalla Salernitana che Matteo tanto amava, tanto da esser membro del gruppo ultras Centro Storico: «L’U.S. Salernitana 1919, la proprietà, i dirigenti, i giocatori e tutto lo staff si stringono attorno al dolore che ha colpito la famiglia Leone per la tragica scomparsa del caro Matteo, grande tifoso granata». Numerose anche le reazioni pervenute dal mondo politico. «Esprimo il cordoglio dell’amministrazione comunale per la morte di Matteo Leone. Ogni morte sul lavoro è straziante ed inaccettabile. E rende urgente la verifica dell’accaduto insieme al massimo impegno per la prevenzione e la sicurezza», ha fatto sapere il sindaco Enzo Napoli.

Gli hanno fatto eco i parlamentari Edmondo Cirielli e Piero De Luca. «L’ennesima inaccettabile morte sul lavoro - attacca Cirielli - Non è la prima volta, purtroppo, che accadono tragedie simili. Auspico che il governo Draghi si impegni in Parlamento a varare misure più incisive e rigorose per la prevenzione e la sicurezza nei luoghi di lavoro». «Una notizia terribile - commenta De Luca - che ci addolora profondamente, e pone con forza l’esigenza di dare priorità assoluta nel nostro Paese ai temi della salute, della prevenzione e della sicurezza sui luoghi di lavoro, perché tragedie come questa non si ripetano più. Esprimo il più sentito cordoglio e forte vicinanza alla famiglia e ai suoi cari». 

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