Neonata lanciata dalla finestra,
chiesto il processo per i genitori

Martedì 25 Maggio 2021 di Nicola Sorrentino
Neonata lanciata dalla finestra, chiesto il processo per i genitori

Neonata morta dopo essere stata lanciata dalla finestra di casa. La Procura di Nocera Inferiore ha chiesto il rinvio a giudizio per il decesso della piccola «Maria», la neonata che si sospetta sia stata uccisa dopo essere stata lanciata dal secondo piano di casa, a Roccapiemonte, il 2 settembre scorso. Ad essere indagati per omicidio volontario in concorso sono la madre della piccola, Margherita Galasso, di 42 anni, e il marito della donna, Massimo Tufano, di 48 anni. L’udienza preliminare dinanzi al gip è fissata per il prossimo 1 luglio. La donna, assistita dai legali Giovanna Ventre e Stefano Della Corte, si trova agli arresti domiciliari presso la struttura psichiatrica di Villa Chiarugi. Durante la fase preliminare dell’indagine condotta dal sostituto procuratore Roberto Lenza, le sue condizioni furono ritenute incompatibili con la detenzione carceraria.


GLI INDIZI
È invece libero Tufano, sul quale il giudice, decidendo di non convalidare il decreto di fermo del pm in carcere, escluse la presenza di elementi indiziari che potessero ritenere coinvolto l’uomo nel delitto. A sua difesa inoltre l’indagato - difeso dai legali Michele Tedesco e Antonio Lauro - aveva spiegato al gip di non essere stato a conoscenza che la moglie fosse incinta, né di essere sicuro che la bimba fosse sua figlia. Inoltre, aggiunse di aver soccorso la moglie, giorni prima della sera nella quale fu trovata la neonata a ridosso di una siepe, a causa di perdite legate al ciclo mestruale.

A scoprire il cadavere della piccola fu una persona che viveva nello stesso palazzo della coppia. La Procura ritiene, tuttavia, entrambi responsabili della morte della neonata, al punto da chiedere per entrambi il processo. Dai rilievi medici effettuati sul suo corpo, la neonata avrebbe vissuto - subito dopo il parto - non più di un’ora. Una circostanza messa nero su bianco dal medico legale, dopo una prima relazione, ora negli atti della Procura. La causa della morte fu associata ad un trauma cranico, dovuto all’impatto con il suolo. Presso quell’abitazione, il Ris dei carabinieri svolse una serie di attività tecniche, analizzando tracce ematiche, indumenti, alcuni intrisi di sangue, oggetti personali, supporti informatici e altro materiale utile alle indagini. Tutto il necessario per tentare di ricostruire la dinamica nelle ore precedenti al fatto.

I carabinieri di Mercato San Severino ascoltarono anche diverse persone, compresi condomini, per comprendere se fosse veritiera l’ipotesi che la donna avesse realmente nascosto la sua gravidanza. Il materiale probatorio messo insieme dall’organo inquirente a Nocera Inferiore passerà ora al vaglio del giudice per l’udienza preliminare. In quella sede, gli avvocati difensori potranno discutere e fornire elementi a favore dei propri assistiti, riguardo le accuse che vengono mosse ad entrambi.

Ultimo aggiornamento: 10:39 © RIPRODUZIONE RISERVATA