Non versa la tassa di soggiorno,
sul B&b la scure della Procura

di Petronilla Carillo

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Tasse di soggiorno non versate al Comune: c’è la prima richiesta di rinvio a giudizio. A presentarla, il sostituto procuratore Roberto Penna che ha depositato l’atto nei giorni scorsi all’ufficio di cancelleria della sezione gup. 

L’accusa formulata dal pm è di peculato e l’indagata è l’imprenditrice A.S., proprietaria di una affittacamere nel centro della città. Uno di quelli accorsati. Sono sei le contestazioni di peculato mosse alla donna e relative a sei mancati versamenti che riguardano i quattro trimestri del 2017 e due del 2018, rispettivamente di 626 e 506 euro. Particolare anche la contestazione che le è stata mossa: peculato, in riferimento ad una recente sentenza della Corte di Cassazione in base alla quale gli affittacamere sono ritenuti incaricati di pubblico servizio. La donna, in caso di condanna, rischierebbe dai quattro ai dieci anni e sei mesi. Ma non sarebbe questa l’unica contestazione fatta dalla procura. 

Secondo il magistrato ci sarebbero anche gli estremi per la contestazione di violazione di segreto d’ufficio dal momento che la donna ha versato quanto dovuto per le tasse di soggiorno, il giorno dopo che l’ufficio Tributi del Comune ha inviato l’elenco degli evasori al comando di polizia municipale. Una coincidenza alla quale il sostituto Penna non crederebbe, tanto da aver dato mandato ad un approfondimento investigativo perché, di certo, non avrebbe agito da sola: se l’ipotesi fosse vera, dunque, qualcuno l’avrebbe avvisata. Secondo la procura, inoltre, l’aver versato tutto prima del blitz non sarebbe condizione sufficiente a «salvarla» dalle accuse di peculato.
Giovedì 14 Marzo 2019, 06:55
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