Omicidio-suicidio di Capaccio: in patria le salme di mamma e figlioletto, nessuno vuole quella dell'assassino

Sabina Iuliana Chis, assassinata e bruciata insieme al figlio di un mese e mezzo
Sabina Iuliana Chis, assassinata e bruciata insieme al figlio di un mese e mezzo
di Paola Desiderio
Giovedì 7 Aprile 2016, 19:37 - Ultimo agg. 19:46
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Capaccio. Sono state liberate ieri sera, al termine degli esami autoptici, le salme di Sabina Iuliana Chis, Costantin Barbu e del loro bambino di un mese e mezzo. Ben poco è trapelato sugli esiti degli esami che in ogni caso avrebbero confermato l'ipotesi che si sia trattato di un omicidio-suicidio. Oggi pomeriggio le salme di Sabina e del bimbo partiranno per la Romania. Delle spese si occuperà il Comune, in parte con fondi previsti proprio per questo tipo di eventi, in parte con il contributo del sindaco e di atri amministratori che hanno voluto aiutare Ana Maria Chis, la sorella minore di Sabina che, unica parente in zona, si è occupata del rimpatrio delle salme, affinché sua sorella e il suo nipotino possano essere sepolti nel cimitero del loro paese. Nessuno, invece, almeno fino ad oggi, ha reclamato la salma di Costantin Barbu, che una settimana fa, forse temendo di essere lasciato, dopo avere assassinato con un coltello la sua compagna e il bambino ed avere dato fuoco ai loro corpi, si è impiccato nella casa in cui vivevano a Torre di Mare.
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