Operaio morto sul lavoro a Scafati: indagini su due ditte

Si svolgerà questa mattina l’autopsia sul corpo del giovane Alessandro Panariello, il 22enne operaio di Poggiomarino morto in un cantiere

Il luogo della tragedia
Il luogo della tragedia
di Nicola Sorrentino
Mercoledì 22 Maggio 2024, 07:00 - Ultimo agg. 12:36
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Si svolgerà questa mattina l’autopsia sul corpo del giovane Alessandro Panariello, il 22enne operaio di Poggiomarino morto in un cantiere a Scafati, dove erano in corso dei lavori di rifacimento di uno stabile. Per problemi di natura tecnica ed organizzativa, l’esame autoptico era previsto nella giornata di ieri, al cimitero di Scafati. Poi la decisione di posticiparlo a questa mattina, presso l’ospedale di Nocera Inferiore.

Ieri la procura ha conferito incarico al medico legale Giuseppe Consalvo, il quale dovrà accertare le cause della morte del giovane, integrando anche i risultati provenienti dagli esami tossicologici. Il ragazzo era rimasto ucciso da una lastra di acciaio, la quale era caduta tranciandogli la gola, presso il cantiere di via Melchiade venerdì scorso. Nel fascicolo aperto dal sostituto procuratore a Nocera Inferiore, con l’ipotesi di omicidio colposo, sono state iscritte 5 persone in qualità di indagati. Si tratta dei titolari e responsabili delle due ditte (il giovane lavorava per la seconda, in subappalto), il coordinatore per la sicurezza dei lavori sul cantiere e l’amministratore del condominio, in qualità di committente con l’obbligo di vigilanza. L’organo inquirente contesta anche violazioni in merito alla legge 81 del 2008, che regola appunto la tutela e la salute, oltre che la sicurezza, dei lavoratori sui luoghi di lavoro.

Nei risultati che saranno probabilmente depositati entro novanta giorni, salvo proroghe, il medico legale dovrà accertare le cause della morte del giovane, verificando poi la compatibilità delle ferite riportate con le precauzioni previste per quel tipo di lavoro, in cantiere. In aggiunta ai chiarimenti da fornire sul resto dei quesiti formulati, ieri mattina, dal pubblico ministero titolare dell’indagine. L’area dove si era verificato l’incidente era stata sequestrata dai carabinieri del reparto territoriale di Nocera Inferiore, insieme a quelli della tenenza di Scafati, al fine di svolgere le verifiche di rito per stabilire con chiarezza in che condizioni stesse lavorando il ragazzo. Tuttavia, l’inchiesta potrebbe estendersi anche alla valutazione di una serie di messaggi che la vittima, poco prima dell’incidente, avrebbe inviato alla propria madre. Nello specifico, riflessioni e lamentele legate alle condizioni di insicurezza sul lavoro, una paga bassa e la mancata regolarizzazione della sua posizione.

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La querela sporta dalla famiglia, infatti, potrebbe presto vedere l’integrazione di questo materiale. Il giovane lavorava con quella ditta già da diversi anni. Ai cinque indagati, iscritti quale atto dovuto per verificarne eventuali responsabilità, sarà data possibilità di nominare dei propri consulenti per lo svolgimento dell’autopsia e il resto degli accertamenti irripetibili.

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