Orrore in sala mortuaria: centinaia di formiche sul volto di una defunta

Mercoledì 14 Agosto 2019 di Daniela Faiella
È stata trovata con il volto completamente sommerso dalle formiche. Lì, su quel tavolo di marmo, nella sala mortuaria dell'ospedale di Scafati dove da poco era stata sistemata, ormai cadavere, proveniente dal reparto di rianimazione. A.N. 60 anni, di Angri, è morta ieri mattina, poco dopo le 9, per una presunta sepsi, come indicato nella sua cartella clinica. I familiari non hanno esitato a chiedere l'intervento dei carabinieri della tenenza locale che una volta sul posto, hanno accertato quanto era stato anticipato telefonicamente. L'anziana aveva realmente il volto invaso dalle formiche, provenienti dal pavimento. Uno dei figli della donna, R.R., 38enne di Angri, ha seguito i militari negli uffici del reparto di via Oberdan per formalizzare la sua denuncia, per le gravi carenze igieniche riscontrate nella sala mortuaria anche dai militari operanti durante il sopralluogo. L'uomo, che in passato ha avuto qualche problema con la giustizia, avrebbe denunciato anche una presunta negligenza dei medici del Mauro Scarlato, accusandoli di «non aver assistito la madre come avrebbero dovuto».

 

GLI ACCERTAMENTI
La procura di Nocera Inferiore, informata dei fatti, ha aperto un'inchiesta. Il sostituto di turno Federica Lo Conte ha disposto la bonifica dei locali, oltre al sequestro della salma e della cartella clinica in cui è ricostruita la degenza della sessantenne di Angri dal giorno in cui è arrivata all'ospedale di Scafati, il 20 luglio scorso, fino al suo decesso, avvenuto intorno alle 9 di ieri. La donna, residente ad Angri, viveva da alcuni mesi in una struttura per anziani, in località San Lorenzo. Il 20 luglio scorso era stata ricoverata nel reparto di Pneumologia, al terzo piano della struttura sanitaria di via Passanti, dopo un primo accesso al pronto soccorso dell'ospedale di Nocera Inferiore, per un problema respiratorio. La sessantenne, affetta da insufficienza respiratoria, epatopatia alcolica, bronchite cronica ostruttiva ed epilessia, sarebbe rimasta in quel reparto per alcuni giorni per poi essere trasferita in rianimazione per l'aggravarsi del quadro clinico. Sembra che le sue condizioni di salute fossero nettamente migliorate; nonostante si trattasse di un caso particolarmente serio, i rianimatori erano riusciti a gestire la fase di criticità, tanto che la donna era stata dimessa dalla terapia intensiva per ritornare nel reparto di pneumologia, ma una complicanza cardiaca improvvisa ne aveva reso nuovamente necessario il trasferimento in rianimazione, dove è deceduta ieri mattina. La salma di A.N. poco dopo le nove, è stata portata nella sala mortuaria per essere sistemata sul tavolo di marmo, in attesa che arrivassero i familiari, giunti alla spicciolata, increduli e addolorati per l'improvvisa tragedia. È stato uno dei figli a lanciare l'allarme quando si è accorto che sul volto della madre c'erano centinaia di formiche, risalite dal pavimento, attraverso uno dei piedi in ferro del tavolo su cui era stata sistemata la salma.

LA CONFERMA
In una nota, diramata in serata, l'Asl Salerno, esprimendo vicinanza e solidarietà alla famiglia della donna, conferma quanto accaduto, chiarendo che erano state già disposte «una serie di attività preventive volte alla sanificazione degli ambienti mediante plurimi interventi, l'ultimo dei quali effettuato in data 7 agosto», che «ulteriori attività sono già programmate» e che «è stato, altresì, investito il dipartimento di prevenzione». Per accertarsi personalmente di quanto era accaduto, ieri mattina è giunto all'ospedale di Scafati anche il direttore sanitario del Dea Nocera Inferiore/Scafati/Pagani Alfonso Giordano, accompagnato dal direttore del nucleo operativo ispettivo Luigi Lupo e dal dirigente medico Maurizio D'Ambrosio, referente per il Mauro Scarlato. «Il decesso - si legge ancora nella nota dell'Asl - è avvenuto alle ore 9,20, il trasporto della salma in obitorio tra le 9,30 e 9,45, dopodiché sono stati rinvenuti insetti che inequivocabilmente fuoriuscivano da un interstizio tra due battiscopa».
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