Parcheggiatori abusivi, altre vittime
dal pm tra conferme e dietrofront

di Viviana De Vita

SALERNO - Prosegue, nell’aula bunker del carcere di Fuorni, l’incidente probatorio nell’ambito della seconda tranche dell’inchiesta sul racket della sosta culminata lo scorso maggio con l’esecuzione di 32 ordinanze di custodia cautelare. Ieri, davanti al gip Piero Indinnimeo, al pubblico ministero Elena Guarino e al ricco collegio difensivo rappresentato, tra gli altri, dagli avvocati Antonietta Cennamo e Alessandra Chiacchiaro, sono stati ascoltati altri 23 testi. Undici non solo hanno affermato di non essere mai stati costretti a pagare per la sosta ma, soprattutto, non hanno riconosciuto come proprie le dichiarazioni rese nel verbale redatto davanti ai carabinieri verbale che, sostengono, di non aver mai neanche letto. Gli altri, invece, hanno affermato di non aver subito alcuna minaccia ma di aver dato l’obolo perché timorosi che, in caso contrario, avrebbero potuto subire un danno all’auto. Le dichiarazioni delle presunte vittime potrebbero imprimere una grossa svolta all’inchiesta che, proprio attraverso l’incidente probatorio, doveva nelle intenzioni della Procura “cristallizzare” le accuse prima che il ricordo delle presunte vittime potesse essere sbiadito dal trascorrere del tempo e, soprattutto, serviva a scongiurare il rischio che gli automobilisti potessero essere intimiditi dagli abusivi.
Venerdì 7 Dicembre 2018, 17:46 - Ultimo aggiornamento: 07-12-2018 18:38
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