Partorisce e muore dopo 7 giorni: condannati due ginecologi

Giovedì 22 Febbraio 2018 di Petronilla Carillo
Stefania Ruocco

Due anni di carcere, pena sospesa. È la sentenza di condanna per due ginecologi accusati della morte di Stefania Ruocco, la 35enne di Futani deceduta nel maggio 2011 una settimana dopo aver dato alla luce la sua terza bambina. Ad essere condannati Gennaro Luongo, primario del reparto di Ginecologia, e il collega Carmine Pagano per i quali la pena è stata di un anno a testa. Assolti gli altri medici che la sottoposero ad un intervento di isterectomia: il chirurgo Francesco Marino e l’anestesista Vito Antonio Miele. La sentenza arriva dopo sette anni dalla morte della giovane donna, il cui marito si è costituito parte civile per il tramite dell'avvocato Francesco Pecora.  Nel collegio difensivo, tra gli altri, gli avvocati Francesco Saverio Dambrosio e Giovanni Sofia. Quindi gli avvocati Andrea Castaldo e Laura Ceccarelli.
L’ipotesi portata avanti dall’accusa è che a provocare l’emorragia, che le sarebbe poi stata fatale, sia stata la placenta accreta: in pratica la placenta, che normalmente si stacca dall’utero dopo il parto per essere poi espulsa, sarebbe stata attaccata più in profondità, aderendo allo strato muscolare di cui sono costituite le pareti dell’utero. Sarebbe iniziato da questo il lungo travaglio di Stefania: dal distacco chirurgico della placenta.

Ultimo aggiornamento: 12:54 © RIPRODUZIONE RISERVATA