Piante di cannabis coltivate
con l'acqua pubblica, 63enne nei guai

Domenica 19 Gennaio 2020 di Nicola Sorrentino
Risponde di possesso e coltivazione di sostanze stupefacenti, oltre che di furto di acqua dalla rete idrica, una donna di 63 anni, imprenditore, che fu destinataria di un controllo con perquisizione dei carabinieri a Nocera Inferiore, il 19 ottobre del 2017. La donna ora rischia il processo e il vaglio del gip, in udienza preliminare. Quel giorno, i militari arrivarono a lei attraverso alcune segnalazioni che riconducevano alla sua proprietà. In aperta campagna, nella sua azienda agricola, i carabinieri trovarono 58 piante ad alto fusto di cannabis. Una notevole quantità di marijuana che - secondo l'ipotesi dell'accusa - era pronta per poi essere spacciata. Ulteriori e successivi controlli portarono a scoprire che l'indagata aveva utilizzato anche un misuratore non censito per impossessarsi della fornitura idrica, in maniera del tutto abusiva. La donna utilizzava e beneficiava dell'acqua senza il passaggio di registrazione del consumo alla Gori. Al termine delle attività di rito, con il contestuale sequestro dello stupefacente e la rottura dell'utensile che serviva ad usufruire della fornitura idrica, la 63enne fu denunciata a piede libero, con la formulazione di un doppio capo d'accusa. Ora rischia il processo, con la richiesta di rinvio a giudizio avanzata dalla procura di Nocera Inferiore, che ha da poco concluso l'intera attività d'indagine.   © RIPRODUZIONE RISERVATA