Piromane appicca il fuoco
allo Scout park: è la terza volta

Venerdì 31 Luglio 2020 di Laura Naimoli
Eboli - Sono increduli. Hanno il viso sporco di fuoco e gli occhi pieni di lacrime. Eppure, non c’è un solo cenno di rassegnazione sui loro volti. Sono i giovani scout Cngei quelli che nella società si rimboccano le maniche e fanno senza parlare troppo. Sono i capi che anche questo pomeriggio hanno ancora una volta sottratto tempo a se stessi per precipitarsi su una delle più suggestive colline della città alla notizia che il loro parco stava bruciando ancora. Sul posto i vigili del fuoco e i caschi bianchi al comando del tenente colonnello Lettieri, Già, ancora. Questa è la terza volta in dieci giorni. Il parco è loro, pur essendo comunale. Sono loro che hanno che hanno costruito le strutture in legno, loro che lo mantengono pulito e che considerano questo posto come una seconda casa.

Ci sono anche i volontari del circolo Legambiente Silaris, attaccati stretti, stretti ai ragazzi scout. Nessun connubio potrebbe essere migliore di questo. Si, perché Legambiente ha da diversi anni avviato un progetto che si chiama Orti Sociali. L’appezzamento di terra a loro assegnato è stato diviso in tanti piccoli orti coltivati da pensionati che frequentano quel posto genuino per socializzare. Anche i loro orti sono stati incendiati. Le denunce non state fatte oggi come in passato, ma non c’è, al momento, nessuno che riesca a fermare questa persona che arbitrariamente e senza nessun valido motivo appicca il fuoco e se ne va. Lo scout park è una risorsa  viva, animata dalla passione di bambini, ragazzi ed adulti che annodano al fazzoletto che portano sul petto la promessa di rispettare ogni cosa animata o inanimata che trovano lungo il loro cammino.

«L'esploratore rispetta e protegge i luoghi gli animali e le piante – dichiara Carlo Vece, capogruppo del Cngei di Eboli- . È uno dei 10 articoli della legge scout, che ha più di 100 anni ed è la stessa per tutti gli scout del mondo. Anche gli scout di Eboli volontariamente si prendono cura di un area verde pubblica da più di 20 anni, lo scout park in località Sant'Antonio. Ma solo con il volontariato non si riescono a combattere i delinquenti che hanno incendiato questi luoghi nell'ultima settimana 3 volte. L'area di Sant'Antonio è troppo ampia per essere curata solo dai volontari Scout Cngei e di Legambiente. È ora che i campi sportivi ritornino alla collettività e non siano più terra di nessuno. Siamo sicuri che il buon esempio riuscirà ad educare i più piccoli, ma per i grandi delinquenti occorre che le autorità si prendano le proprie responsabilità. Priama fra tutte, ribadiamo, individuare chi deve gestire e quindi controllare l'area dei campi sportivi. È un'area pubblica, immaginate se fosse stato dato fuoco alla Piazza della Repubblica?». © RIPRODUZIONE RISERVATA