Processo ai parcheggiatori, i testimoni:
«Pizzo? No, erano solo soldi per un caffè»

Sabato 16 Novembre 2019 di Viviana De Vita
Pizzo sulla sosta a piazza Ferrovia, a Salerno: si è aperto con la deposizione di cinque automobilisti il processo a carico dei 34 parcheggiatori abusivi rinviati a giudizio con l’accusa di estorcere l’obolo agli automobilisti. Ieri, davanti ai giudici della terza sezione penale, hanno sfilato i primi testimoni, quelli chiamati a ricostruire il clima messo in piedi dai parcheggiatori nell’area della stazione ferroviaria, una delle zone prese di mira dagli abusivi.

A confermare le accuse formulate dal pubblico ministero Elena Guarino, è stato solo un automobilista che ha affermato di essere stato minacciato da un parcheggiatore che gli aveva intimato di non posteggiare l’auto in quell’area destinata al parcheggio per i disabili sostenendo che lì comandava lui. L’alterco fu così violento che l’automobilista chiamò i carabinieri richiedendo il loro intervento. La deposizione resa dal teste davanti al collegio difensivo rappresentato dagli avvocati Cennamo, De Feo, Pepe e Sassano, è stata l’unica che ha confermato le accuse. Gli altri testimoni hanno invece affermato di non essersi mai sentiti minacciati dai parcheggiatori ai quali hanno solo pagato un caffè. I fatti, oggetto del procedimento, si riferiscono al periodo compreso tra il 2016 e il 2017 quando gli inquirenti, attraverso una fitta attività investigativa fatta di appostamenti, riuscirono a filmare i fenomeni estorsivi messi in piedi dagli abusivi. Ultimo aggiornamento: 13:40 © RIPRODUZIONE RISERVATA