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Primo maggio a Salerno,
troppe ombre sulla ripresa

Domenica 1 Maggio 2022 di Sabino Russo
Primo maggio a Salerno, troppe ombre sulla ripresa

Festa del lavoro insicuro, tra crescita esponenziale degli incidenti, prospettive di ripresa rese incerte dalla guerra, ultimi colpi di coda della pandemia e precariato diffuso. È lo scenario che fa da cornice alla festa dell'1 maggio nel salernitano, che vede dopo due anni il ritorno del corteo a Nocera Inferiore e il concerto in piazza Amendola. «Abbiamo problemi in tutti i settori, che vanno dal commercio, all'industria, all'agroalimentare, al pubblico impiego - spiega Antonio Apadula, segretario generale della Cgil Salerno - Il tasso di disoccupazione a livello nazionale è al 28 per cento, mentre al Sud è arrivato al 50. Al centro del dibattito abbiamo anche la lotta all'evasione fiscale, il fisco, gli infortuni sul lavoro. Quest'ultimo è un tema ricorrente e che sta facendo alzare i dati delle morti in maniera esponenziale. Basti pensare che il 79 per cento delle aziende non sono in regola con le normative sulla sicurezza ed è facilmente immaginabile come in un momento di crisi l'incolumità dei lavoratori è messa a rischio. Chiaramente non riguarda tutti gli imprenditori, ma ce ne sono alcuni senza scrupoli, che cercano di risparmiare, togliendo risorse alla sicurezza. Sono tutti problemi quotidiani e che ci portiamo dietro da tempo». Sono già sette, da inizio anno, le morti bianche nel salernitano. Come se non bastasse, poi, a rendere ancora più preoccupante la situazione è il fatto che nella maggior parte dei casi a morire sono lavoratori a nero, in pensione e in cantieri non regolari (ristrutturazioni edili, capannoni industriali). 

«Proiettati per la ripresa post-pandemica, continuiamo a valutare negativamente gli incidenti sul lavoro e i venti di guerra che si abbattono sull'economia, che potrebbero condizionare le dinamiche di ripresa che intravediamo con il Pnrr - dice Gerardo Ceres, segretario generale Cisl Salerno - Non a caso lo slogan è a lavoro per la pace, perché riteniamo che solo col superamento del conflitto ucraino si potrà non condizionare la ripresa economica». Dopo due anni dettati da divieti ed esigenze di prevenzione, tornano lo storico corteo a Nocera Inferiore e il concerto a piazza Amendola, che segna simbolicamente il punto di una nuova ripartenza. 

«Questo primo maggio segna un passaggio importante per la nostra ripresa dalla pandemia - dice il presidente della Provincia Michele Strianese - Nostro dovere morale e istituzionale ora è dare sostegno al lavoro tutto e soprattutto alle lavoratrici e ai lavoratori, perché il focus centrale sono le persone: che lavorano o che vorrebbero lavorare o che hanno perso il lavoro. O addirittura che hanno perso la vita. È una strage che dobbiamo assolutamente fermare. Il lavoro è un diritto, non un pegno da pagare. Proprio la pandemia ci ha dimostrato con crudele evidenza che il profitto non deve essere l'obiettivo principale delle nostre scelte. Sono le persone il nostro centro, gli esseri umani. Sui nostri territori ora dobbiamo ripartire da qui, attraverso il sostegno del Pnrr, che punta allo sviluppo verde e digitale del Paese, con una nuova visione comune in cui il lavoro e le persone sono il centro della nostra attività politica».

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Sulla stessa lunghezza d'onda anche il sindaco di Salerno. «Il lavoro è il fondamento della nostra convivenza civile e democratica - scrive il primo cittadino Enzo Napoli - I costituenti lo associarono alla democrazia ben consapevoli che una donna o un uomo schiavi del bisogno economico non potranno mai esser cittadine e cittadini liberi. Il lavoro è altresì lo strumento con il quale si valorizza il talento individuale mettendolo al servizio delle aspirazioni individuali e della collettività. È impegno quotidiano del Comune di Salerno, unitamente agli enti pubblici alle imprese ed ai lavoratori, promuovere, valorizzare, tutelare il lavoro. Una priorità sociale ed amministrativa, politica ed economica affinché a tutti sia garantito un lavoro onesto, pulito, sicuro. Un pensiero speciale alle vittime del lavoro. La strage delle morti bianche deve esser fermata ad ogni costo». 

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