Bancarotta «Fonditori Salerno»,
a processo in quattordici

di ​Angela Trocini

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Per il crac Fonditori di Salerno in quattordici sono stati rinviati a giudizio. La decisione è stata adottata dal gup Piero Indinnimeo del Tribunale di Salerno che ha invece assolto coloro i quali avevano chiesto il rito abbreviato, e cioè tutti i dipendenti dell'azienda (difesi dagli avvocati Silverio Sica e Giovanni Gioia) ma anche il presidente del Cda, Giuseppe Raimo (difeso dall'avvocato Michele Tedesco) nei confronti del quale il pm Guglielmo Valenti aveva chiesto 4 anni e 10 mesi. Per quanto riguarda i patteggiamenti il gup li ha ratificati così come erano stati concordati. Complessivamente erano 33, tra consulenti, imprenditori e professionisti, che erano finiti nel mirino della magistratura per la bancarotta: per 14 è stato disposto il processo, davanti alla prima sezione penale del Tribunale di Salerno, a settembre prossimo. Ma anche nei confronti di alcuni di loro, per alcuni capi d'imputazione (gli stessi che contestati anche agli assolti) il gup ha disposto il non luogo a procedere come per il consulente contabile della società, Pellegrino Barbato (difeso dall'avvocato Giovanni Annunziata), che al processo dovrà difendersi solo da un unico capo d'imputazione. Secondo le accuse, le fonderie sarebbero state portate al dissesto con distrazioni di denaro e fatturazioni fittizie. 
Martedì 16 Aprile 2019, 04:55 - Ultimo aggiornamento: 16-04-2019 06:31
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